Mercoledì 26 Maggio 2010

Intercettazioni/ In aula dal 31. Verso testo Camera,forse fiducia

Roma, 26 mag. (Apcom) - Il 31 maggio, pomeriggio: questa la data scelta dalla capigruppo del Senato per far approdare in Aula la riforma delle intercettazioni, un testo di legge approvato nella nottata di ieri in commissione con più di qualche polemica e che sembra destinato a cambiare. Per l'esattezza, è ormai palese intenzione della maggioranza tornare a com'era il ddl prima degli ultimi 11 mesi di lavoro in Senato, ovvero come lo licenziò la Camera l'anno scorso, con tanto di voto di fiducia. E sempre con la fiducia pare destinato a essere approvato anche dalla Camera alta, sebbene al momento nulla di ufficiale sia stato detto in proposito. Anzi: il ministro della Giustizia lunedì si affannava a dire che in Consiglio dei ministri non si è mai parlato di questa ipotesi. Eppure, il giorno dopo l'approvazione di un testo per l'opposizione "nato morto" e destinato a cambiare anche per la maggioranza, è giorno di bilanci. Da un lato, c'è chi canta vittoria: è la componente finiana del Pdl, che inneggia al 'rinsavimento' e guarda con favore al ritorno al testo di Montecitorio. E' di ieri mattina, infatti, un incontro tra l'avvocato del premier e suo consigliere giuridico, Niccolò Ghedini, e il presidente della Camera, Gianfranco Fini. Nel breve faccia a faccia, Ghedini ha prospettato a Fini l'intenzione di tornare al testo e l'ex leader di An ha sottolineato che questa scelta è motivo di soddisfazione. Anche da Generazione Italia, il think tank fondato dal presidente della Camera, frasi di soddisfazione. Il direttore di Generazione Italia.it, Gianmario Mariniello, ha infatti rivendicato il ruolo svolto dagli uomini vicini a Gianfranco Fini. "Il diritto di cronaca - ha scritto in un articolo pubblicato sul sito - è salvo. Il diritto degli italiani di conoscere (per deliberare), pure. Insomma, `sti 'finiani' serviranno pure a qualcosa. L`opinione pubblica e il buon senso esistono ancora, in Italia. E la politica, per fortuna, sa tenerne ancora conto". E' tornato poi a far sentire la sua voce anche il presidente del Senato, Renato Schifani, rilanciando l'appello allo svelenimento del clima sul ddl intercettazioni: "Vorrei evitare che dal Senato - ha detto - che dal Senato possa essere approvata una legge che venga interpretata come legge bavaglio nei confronti della comunicazione".

Gic

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