Mercoledì 26 Maggio 2010

Istat/ Crisi colpisce di più i giovani, bamboccioni triplicati

Roma, 26 mag. (Apcom) - La crisi degli anni 2008 e 2009 è stata "la più profonda della storia economica recente". E il prezzo maggiore, in un'Italia vecchia e poco istruita, lo pagano i giovani, sempre più "bamboccioni" e sempre più precari. E' quanto emerge dal Rapporto annuale 2009 dell'Istat presentato in Parlamento, che fotografa un'Italia in affanno dove la crisi ha colpito i figli ma anche i padri hanno pagato un prezzo: hanno perso il lavoro o sono andati in cassa integrazione. Per il 2010 qualche segnale di ripresa dell'economia c'è, ma ancora sono "forti i rischi di instabilità", ha avvertito il presidente dell'Istat, Enrico Giovannini, illustrando alla Camera il Rapporto annuale. Il forte impatto sulla popolazione giovanile ha determinato una significativa flessione degli occupati 18-29enni, ovvero 300 mila in meno rispetto al 2008, il 79 per cento del calo complessivo dell'occupazione. Una parte significativa di questa caduta riguarda il lavoro atipico, con un calo di 110 mila posti. Tra quelli che hanno perso il lavoro, a risentirne di più sono quelli che vivono ancora in famiglia e sono impegnati in lavori precari e con bassi profili professionali. Si è inoltre ampliata l'area dei giovani non impegnati né in un lavoro né in un percorso di studi. Italiani quindi sempre più 'bamboccioni', costretti a vivere in famiglia anche e soprattutto per motivi economici: la quota dei 18-34enni celibi e nubili che vive in famiglia nel 2009 si attesta al 58,6%. Era del 49% nel 1983 e del 60,2% nel 2000. Tra i 30-34enni, quasi il 30% vive ancora in famiglia, una quota triplicata dal 1983. Tra i giovani in questa fascia di età, inoltre, quelli che rinviano l'uscita dalla famiglia sono ragazzi in un caso su tre, ragazze in un caso su cinque. Allarmante anche il livello di istruzione della popolazione italiana, che ancora nel 2009 vede un 10% dei 15-64enni possedere solamente la licenza elementare o, addirittura, nessun titolo di studio. Il 36,6% ha la licenza media, circa il 40% ha il diploma e appena il 12,8% ha la laurea. I giovani italiani leggono poco, ma non va molto meglio con le nuove tecnologie: più di un ragazzo su dieci (il 13,2%) tra i 15 e i 29 anni (oltre 1,2 milioni) nel 2009 non ha letto un libro in un anno o di non aver mai utilizzato il personal computer.

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