Mercoledì 26 Maggio 2010

Cipro/ Ripresi i negoziati per la riunificazione dell'isola

Nicosia, 26 mag. (Ap) - "Un accordo è alla vostra portata e quest'opportunità non va lasciata sfuggire, il tempo lavora contro di voi": il Segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon ha lanciato un appello al presidente della Repubblica di Cipro, Dimitris Christofias, e al leader turco-cipriota Dervis Eroglu nel giorno della riapertura dei colloqui per la riunificazione dell'isola. Le trattative riprenderanno dal punto in cui si trovavano prima delle elezioni presidenziali della Repubblica Turca di Cipro Settentrionale: lo scorso 18 aprile Eroglu, che difende l'indipendenza del mini-Stato, è infatti risultato vincitore scalzando l'uscente Mehmet Ali Talat, favorevole alla riunificazione. Nonostante i colloqui proseguano ormai da un anno e mezzo la fine dei negoziati non appare vicina, ed esistono ancora "notevoli divergenze" tra la Repubblica di Cipro - di etnia greca e Paese membro dell'Ue - e la Repubblica Turca di Cipro Settentrionale, riconosciuta solo dalla Turchia. Christofias e Talat avevano ripreso i negoziati diretti per la riunificazione nel settembre del 2008, senza tuttavia raggiungere una svolta nelle trattative: Christofias ha più volte accusato Ankara di premere per una soluzione basata su due Stati, il che permetterebbe alla Turchia di mantenere la propria influenza sull'isola. L'isola di Cipro è divisa dal 1974, anno nel quale un fallito tentativo di annessione alla Grecia dei colonnelli provocò l'invasione turca. Ankara mantiene nella Repubblica Turca di Cipro Settentrionale - riconosciuta solo dalla Turchia - una forte presenza militare e vi ha stabilito numerosi coloni che hanno occupato le proprietà appartenenti ai ciprioti di etnia greca. Il piano di unificazione di Cipro preparato dalle Nazioni Unite, approvato nel 2004 in un referendum dalla comunità turco-cipriota ma bocciato dagli elettori della Repubblica di Cipro, prevedeva un singolo Stato formato da due "Stati costituenti", legati da una struttura di governo centrale piuttosto debole; per entrare in vigore avrebbe però dovuto essere approvato da entrambe le parti.

Mgi

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