Mercoledì 26 Maggio 2010

Manovra/ Finiani scrivono a Tremonti: Tagliare tutte le Province

Roma, 26 mag. (Apcom) - La proposta non è nuova, ma è destinata a suscitare polemiche e forse ad aprire un fronte nella maggioranza con chi, come la Lega, ha già più volte espresso la propria netta contrarietà. E' un'idea dei finiani, ma condivisa da ampi settori del Pdl, potrebbe trasformarsi in una battaglia in vista della discussione parlamentare della manovra economica. Gli uomini vicini al presidente della Camera, secondo quanto si apprende, chiedono con una lettera al ministro dell'Economia Giulio Tremonti di abolire tutte le Province. L'idea è di Enzo Raisi, la lettera sarà pubblicata integralmente sul 'Secolo d'Italia' e infatti l'iniziativa è sostenuta dal direttore del quotidiano Flavia Perina. Su questa lettera-appello si raccoglieranno da domani le firme dei parlamentari che condividono l'iniziativa, tanto che l'auspicio è quello di coagulare non solo finiani, ma tutti i parlamentari pronti a condividere la battaglia. Nella missiva si sottolinea "il coraggio" di Tremonti nel mettere in campo una manovra che, nel contesto dell'attuale crisi, si propone di tagliare la spesa pubblica, compresa "la politica che per prima deve fare il suo dovere", soprattutto in una fase in cui si chiedono ai cittadini "sacrifici". I promotori dell'appello "apprezzano" il taglio delle Province con meno di 220 mila abitanti, ma per "dare l'esempio" chiedono al titolare di via XX Settembre un ulteriore sforzo, "il coraggio di andare sino in fondo" e di "abolire tutte le Province e gli enti collegati". Si tratterebbe di una riforma strutturale" che comporterebbe il risparmio di "milioni di euro". Se avrà questo coraggio, sostengono i finiani rivolgendosi a Tremonti, il ministro "non sarà solo in Parlamento, ma soprattutto nella società civile". Da domani, dunque, si raccoglieranno le firme dei parlamentari che sostengono l'appello. Poi ci sarà il passaggio parlamentare, e lì già si annunciano proposte emendative da parte di chi sostiene questa battaglia.

Tom

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