Venerdì 28 Maggio 2010

Legambiente: 27% territorio italiano a rischio desertificazione

Roma, 28 mag. (Apcom) - Non solo Marocco, Libia, Louisiana o Egitto: anche in Italia c'è il rischio che una parte di popolazione, soprattutto al Sud, possa diventare 'ecoprofuga', cioè sia costretta a migrare a causa dei cambiamenti climatici: 50 milioni sono le persone nel mondo coinvolte in questa emergenza umanitaria e, tra i piccoli Stati insulari del Pacifico e dell`Oceano Indiano, che rischiano in un futuro prossimo di essere sommersi a causa dell`innalzamento del livello del mare, e gli Stati africani resi sempre più vulnerabili da siccità e desertificazione ai Paesi costieri esposti sia ai cicloni che all`innalzamento dei mari, spunta anche l'Italia. La nostra penisola, spiega il dossier presentato oggi da Legambiente a Firenze, ha già iniziato a scontare gli effetti del riscaldamento globale per desertificazione e innalzamento dei mari. Negli ultimi 20 anni, infatti, in Italia si è triplicato l`inaridimento del suolo e si stima che il 27 % del territorio nazionale rischia di trasformarsi in deserto. Sono interessate soprattutto le regioni meridionali, dove l'avanzata del fenomeno rappresenta già da un decennio una vera e propria emergenza ambientale. La Puglia è la regione più esposta con il 60% della sua superficie, seguita da Basilicata (54%), Sicilia (47%) e Sardegna (31%). Ma sono a rischio anche le piccole isole. Secondo l`ultimo Rapporto Enea disponibile le regioni considerate più a rischio sono: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Particolarmente grave è il caso della Sardegna, dove risulta essere già colpito l`11% del territorio regionale. A forte rischio anche la Sicilia, nelle zone interne della provincia di Caltanissetta, Enna e Catania e lungo la costa agrigentina, e la Puglia, dove solo il 7% del territorio regionale non è affetto dal rischio deserto, mentre il 93 % è mediamente sensibile (47,7%) e molto sensibile (45,6%).

Red/Apa

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