Domenica 06 Giugno 2010

Scuola/Da domani primi scrutini con insidia sciopero contro tagli

Roma, 6 giu. (Apcom) - Prende il via domani lo sciopero degli scrutini indetto dai sindacati di base e dalle associazioni dei docenti precari per protestare contro i tagli agli organic e alle risorse, oltre che per dire no alla manovra finanziaria che prevede il blocco del rinnovo contrattuale e degli scatti stipendiali legati all'anzianità di servizio: Cobas, Unicobas, Cub, Usi-Ait (con modalità limitate) e Coordinamento precari scuola hanno messo in piedi un calendario che prevede l'astensione dei lavoratori, comunque al massimo per due giorni, sulla base delle diverse date di fine anno scolastico stabilite dalle regioni. Domani e dopodomani si comincia con gli scrutini di fine anno previsti in Emilia-Romagna, Calabria e la Provincia di Trento. Si prosegue il 10 ed 11 giugno nelle Marche, Puglia e Veneto; l'11 e 12 toccherà ai docenti della Sardegna e dell'Umbria; il 14 e 15 giugno nella provincia di Bolzano ed in tutte le altre regioni. Lo sciopero si presenta ricco di incognite, soprattutto per i limiti imposti dalla normativa scolastica vigente, sottoscritta dai sindacati più rappresentativi nel 1990: ogni docente non può prima di tutto astenersi dai consigli di classe di fine anno per oltre due giorni. Ed in ogni caso lo scrutinio non può slittare oltre cinque giorni dalla prima convocazione del preside. Non solo, nelle classi terminali, quindi le quinte superiori (oltre che le terze nei professionali, dove si svolgono gli esami di qualifica), lo sciopero non è ammesso. Alla protesta non parteciperanno i sindacati più rappresentativi, tra cui la Cisl Scuola e la Flc-Cgl, che comunque condividono molte delle contestazioni mosse dai comitati di base al governo: "l'efficacia dello sciopero degli scrutini - ha detto il segretario dei lavoratori della conoscenza Cgil, Mimmo Pantaleo - è abbastanza marginale: infatti in caso di sciopero il dirigente scolastico è tenuto a riconvocare gli scrutini entro 5 giorni, quindi sostanzialmente la protesta si tradurrebbe in un mero spostamento di date".

Alg

© riproduzione riservata