Domenica 13 Giugno 2010

Manovra/ Epifani in piazza a Roma: colpisce i deboli e fa danni

Roma, 13 giu. (Apcom) - E' una manovra economica iniqua quella del governo, perché colpisce i più deboli, i pensionati, gli statali, mentre non tocca le alte rendite finanziarie: il segretario di Cgil, Guglielmo Epifani, ha sparato a zero dal palco della manifestazione contro la manovra bis ieri a Roma. "Siamo tanti e non credo di esagerare se dico che siamo 100mila"ha detto Claudio Berardino segretario generale di Roma e Lazio, in piazza del Popolo. Secondo fonti della Questura, però, in corteo hanno sfilano in 25mila. La manovra è "iniqua" e colpisce "solo i redditi medio-bassi e non stimola l'economia" ha detto Epifani, spiegando, durante la manifestazione organizzata dagli statali. "Chi guadagna bene non paga neanche un euro per il risanamento del paese". Questa manovra, ha aggiunto, "non stimola l'economia, gli investimenti e soprattutto l'occupazione dei giovani" e inoltre "non contiene nessuna riforma. Basta pensare - attacca il segretario Cgil - al tema delle pensioni e a quello che si sta creando con tutti questi innalzamenti senza alcuna logica". La Cgil chiede così "al Parlamento di cambiarla perché ci sono troppi fattori di iniquità, c'è una parte della popolazione, soprattutto lavoratori pubblici ma anche privati, che pagano tantissimo e c'è una parte del paese che non viene chiamata a fare i sacrifici che potrebbe fare. Noi siamo disposti ai sacrifici ma non vogliamo farli da soli. Chi ha un reddito tra i 100mila euro e 1 milione di euro, ha le barche, i panfili, i campi da golf e i castelli, non paga neanche un euro. Non è invidia, ma perché se il problema è salvare il Paese paga solo chi non arriova a fine mese, chi deve tirare la carretta? Una manovra di correzione dei conti pubblici è necessaria, la manovra va fatta ma non ci va bene come questo governo la sta facendo". E idealmente il segretario Cgil ha legato la protesta al "no" della Fiom al piano per Pomigliano d'Arco. Perchè la Cgil "sempre" avuto senso di responsabilità" ma allo stesso tempo "non piegherà la schiena". "Noi - ha detto Epifani - siamo convinti di dire cose giuste. Ci accusano di dire dei 'no', ma non è una scelta di libertà, perché se puoi dire solo 'sì' non è scelta libera".

Cos/Sar

© riproduzione riservata