Venerdì 25 Giugno 2010

La privacy? "Non più un valore ma condivisione di valori"

Milano, 25 giu. (Apcom) - "Per i nostri genitori la riservatezza era un valore ma, per la nostra generazione, è condividere un valore". È la "privacy 2.0" secondo Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook. Intervistato dal quotidiano "la Repubblica" il genio delle relazioni via web analizza le ragioni del suo successo e sottolinea "costruiamo prodotti attorno ai desideri della gente". "Sulla privacy - ammette - abbiamo commesso degli errori ma abbiamo accolto le segnalazioni degli utenti a abbiamo cercato di porre rimedio, rendendo tutto più semplice e comprensibile." Faccia da secchione, capelli ispidi e rossicci, a soli 26 anni Mark Zuckerberg è a capo di un'azienda il cui valore sul mercato è stimato intorno ai 200 miliardi di dollari. Nel 2008 la rivista Forbes l'ha definito il più giovane miliardario del mondo con un patrimonio personale di 4 miliardi di dollari. "Faccio parte di una generazione diversa dalle altre - dice Mark - la prima a essere cresciuta con Internet, Napster, Wikipedia, Aol e tutto il resto. Facebook rimette al centro il motivo stesso dell'esistenza di Internet: la connessione tra persone. E si sta trasformando in altre cose". Mark ha creato Facebook assieme ai suoi compagni di stanza del campus quando era ancora uno studente ad Harvard. Nel giro di soli 6 anni, il suo sito internet, nato per lo più come una piattaforma di relazioni virtuali dedicata agli studenti, ha rivoluzionato il modo di usare Internet per i webnauti di tutto il mondo. "Le dimensioni del mercato che serviamo - dice ancora Zuckerberg - sono molto ampie e possono diventarlo ancora di più. La pubblicità cambierà completamente in funzione dei social network, diventerà sempre più interattiva e personalizzata. Quello che possiamo fare non è cercare di fare più soldi oggi ma di costruire basi solide per i guadagni di domani, siamo in una ottima posizione per lavorare con le aziende e gli utenti nella maniera migliore". Tra le novità che verranno presto introdotte i cosiddetti social plugins, icone di interfaccia che, semplicemente trascinandole da una finestra all'altra, consentono di aggiungere contenuti o link al proprio sito e interagire con gli amici e quelli che frequentano le proprie pagine web, creando sempre maggiori interconnessioni on line. "Oggi devi pensare ai computer, ai tablet, agli smartphone, ai televisori digitali, alle console per giochi - conclude Zuckerberg - quando la gente pensa a una piattaforma la pensa ancora in maniera verticale, quella che noi cerchiamo di costruire e invece una piattaforma orizzontale, un ambiente in cui la gente può entrare da ogni terminale". http://www.facebook.com/zuck?ref=ts

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