Venerdì 25 Giugno 2010

Manovra/ Casini: Voteremo no, ma spero in 'modello enti lirici'

Roma, 25 giu. (Apcom) - L'Udc mantiene un giudizio negativo sull'impianto complessivo della manovra e non potrà votarla, ma non vuole nemmeno il "tanto peggio tanto meglio" e presenta i propri emendamenti nella speranza che si possa riprodurre il modello rapporti tra maggioranza e opposizione che è stato adottato per il dl sugli enti lirici. Pier Ferdinando Casini lo spiega durante una conferenza stampa convocata per presentare gli emendamenti dell'Udc, un pacchetto di proposte che intervengono sia sul fronte del contenimento della spesa che sul versanti dello sviluppo e del sostegno alle famiglie. La manovra "è indispensabile", sottolinea innanzitutto Casini, ma l'Udc la giudica "fatta male" e dunque "neppure se volessimo potremmo votarla". Questo non significa, precisa che "noi giochiamo al 'tanto peggio, tanto meglio'. Saremo costruttivi". Tra le proposte dell'Udc c'è l'aumento dell'imposta sulle "rendite finanziarie speculative", che dovrebbe salire dal 12,5% al 20%; l'abolizione delle Province con meno di 500mila abitanti; l'accorpamento dei Comuni con meno di 1.000 abitanti; modifiche al patto di stabilità interno, premiando i Comuni virtuosi e velocizzando i pagamenti delle pubbliche amministrazioni ai privati; misure per il comparto sicurezza, esonerando tra l'altro le forze armate e di polizia dal blocco degli stipendi. Inoltre, il partito di Casini chiede di trasformare le detrazioni per carichi familiari in deduzioni dall'imponibile Irpef: 3.200 euro per ogni figlio, che diventano 5.000 per i ragazzi portatori di handicap. Si propone poi la revisione delle tariffe di accesso ai servizi comunali "in una logica che tenga conto della composizione dei nuclei familiari". Per sostenere la maternità, poi, si chiede "la concessione di due anni di contribuzione figurativa per ogni figlio naturale o adottivo", che diventano "cinque in caso di figli con disabilità gravi". Per chi percepisce l'affitto di una casa, poi, l'Udc chiede una cedolare secca del 20%. Inoltre, il credito d'imposta per investimenti in ricerca e innovazione va prorogato (e nel Mezzogiorno deve essere "incrementato dal 10% al 40%"), mentre vanno previste una serie di agevolazioni per chi assume giovani fino a 30 anni. Si parla poi di detassazione degli utili reinvestiti, di deduzione delle perdite sui crediti. Le opere pubbliche, infine, andrebbero concentrate nel Mezzogiorno, con l'eccezione del ponte sullo stretto.

Adm

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