Lunedì 28 Giugno 2010

G20/ Accordo su taglio deficit, ma nessun cenno a tassa banche

New York, 28 giu. (Apcom) - Erano i grandi temi della vigilia e, puntualmente, sono stati il cuore delle discussioni del G20 e del comunicato finale: la riduzione del deficit, gli stimoli all'economia per puntellare una ripresa ancora fragile, le riforme del sistema finanziario e l'eventuale imposizione di una tassa a carico del sistema bancario. Dopo gli accesi dibattiti e le divergenze tra Stati Uniti e Unione Europea proprio sulla strada da seguire per rilanciare la ripresa, i paesi del G20 si sono impegnati a dimezzare il deficit entro il 2013, incoraggiando una disciplina fiscale "growth-friendly", favorevole alla crescita. Nessun accenno invece alla tassa sulle banche: gli approcci possibili sono tanti e diversi da paese a paese, ma tutti di natura politica. "Le economie avanzate si sono impegnate a favore di piani fiscali che, come minimo, dimezzeranno i disavanzi entro il 2013 e stabilizzeranno o ridurranno, entro il 2016, il rapporto debito pubblico-prodotto interno lordo", si legge nel testo, in cui si ribadisce tra l'altro la volontà di procedere sulla strada di azioni comuni per sostenere la ripresa, la creazione di posti di lavoro e una più bilanciata crescita sostenibile. I leader del G20 si sono trovati d'accordo sui piani di medio termine, con molte delle economie avanzate che si sono già impegnate a dimezzare il deficit. Tra i punti di disaccordo, - soprattutto tra Stati Uniti e le economie più forti dell'Unione Europea, Francia e Germania, - c'è stata la questione degli stimoli all'economia e la revoca dei programmi di emergenza nell'arco dei prossimi 18 mesi. Il compromesso è arrivato nella forma di un linguaggio non particolarmente stringente: per sostenere la ripresa, bisogna continuare a mettere in atto "piani di stimolo esistenti, adoperandosi al contempo per creare le condizioni per una vigorosa domanda privata, anche attraverso "piani di sostenibilità fiscale credibili, graduali e favorevoli alla crescita, che rispondano alle specifiche esigenze nazionali", mentre "i paesi con gravi problemi fiscali devono accelerare il ritmo del consolidamento".

Ars-Aqu-Emc

© riproduzione riservata