Lunedì 28 Giugno 2010

Blitz contro mafia cinese, Grasso: colpo forte senza precedenti

Firenze, 28 giu. (Apcom) - Una maxi operazione senza precedenti contro la mafia cinese in Italia, sia nei metodi sia negli obiettivi. E' il commento del procuratore nazionale Antimafia Pietro Grasso, sugli esiti dell'operazione "Cian Liu" ("fiume di denaro"), partita da Firenze, che coinvolge otto regioni italiane e ha come epicentro l'asse tra Firenze e Prato. Ma, nonostante i 2,7 miliardi di euro di denaro sporco individuati dalle Fiamme Gialle, Grasso si è espresso in termini assai allarmanti sull'intero fenomeno della criminalità cinese, non solo su territorio italiano, ma in tutto il mondo. L'operazione è stata illustrata ai giornalisti nella sede del comando regionale della Guardia di Finanza a Firenze. Cuore delle indagini, sono le norme del pacchetto sicurezza del 2009, incentrate sul fenomeno dei 'money transfert', comuni agenzie per il trasferimento di denaro sul territorio nazionale e all'estero. Il pacchetto ha introdotto limiti precisi a questi trasferimenti: in particolare non si possono mandare più di 2 mila euro per volta e, nel caso in cui chi manda i soldi non ha permesso di soggiorno, possono scattare i dovuti accertamenti."Dalle indagini - ha spiegato Grasso - emerge che i soggetti coinvolti erano preoccupati proprio dalla novità di queste norme." Secondo quanto illustrato da Grasso e dal comandante regionale della GdF, Girogio Toschi, quello del riciclaggio di denaro attraverso i 'money transfert' è un fenomeno, per l'Italia, di proporzioni enormi, visto che l'Italia è il secondo Paese, dopo gli Usa, per i trasferimenti di denaro attraverso questo canale. Attraverso l'indagine resa nota oggi, "si sono scoperte attività illegali ramificate in tutto il territorio". La crescita dei trasferimenti con questo sistema dall'Italia alla Cina è impressionante: dagli 83 milioni del 2005 si è passati ai 596 milioni del 2006 fino ai 1800 milioni di euro del 2010. Secondo i dati mostrati oggi dalle Fiamme Gialle, dalla Cina all'Italia, con i 'money transfert', sono transitati qualcosa come 5 miliardi di euro. "In realtà dalle intercettazioni video - ha detto il colonnello Urbani - si mostra che l'afflusso alle agenzie era scarno, vale a dire che, in realtà, ogni cinese portava dentro le agenzie, ogni volta, decine di migliaia di euro".

Xfi/Cro

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