Lunedì 28 Giugno 2010

Brancher respinge idea dimissioni, opposizione attacca: E' truffa

Roma, 28 giu. (Apcom) - Nessuna intenzione di dimettersi dall'incarico di ministro, sebbene le sue deleghe restino un mistero. Anche dopo aver rinunciato alla facoltà di avvalersi del legittimo impedimento nel processo Antonveneta, Aldo Brancher resta nel mirino delle opposizioni. Soprattutto dopo aver ipotizzato che il grande interesse nei confronti della sua vicenda fosse una sorta di sfogo per la delusione dell'eliminazione dell'Italia dai mondiali. Parole che "peggiorano, se possibile, la situazione" dice il vice segretario del Pd, Enrico Letta, che ribadisce la richiesta di dimissioni. Quella nomina a ministro - osserva - è "truffa istituzionale e niente più". L'Italia dei valori, con il capogruppo alla Camera, Massimo Donadi, ribadisce l'intenzione di presentare una mozione di sfiducia. E non è escluso che alla fine su questa opzione si saldi un fronte comune con il Pd: tra i due partiti ci sono infatti interlocuzioni in corso. Frena invece l'Udc. L'interessato, dal canto suo, respinge la richiesta al mittente. Fa sapere che a questo punto si preparerà per l'udienza del 5 luglio e quanto alle deleghe 'non pervenute' spiega che non sta a lui pubblicarle ma che certo, essendo una persona di "media intelligenza" non avrebbe mai accettato una "cosa senza contenuto". Brancher cerca anche di spazzare via le voci di dissidi con Umberto Bossi e, sulla genesi della sua nomina, rimanda all'intervista sul Corriere della Sera in cui Roberto Calderoli spiega che il Senatùr "sapeva tutto". Sullo sfondo resta la posizione presa dal Quirinale che con una nota tre giorni fa ha letteralmente bocciato il ricorso al legittimo impedimento da parte del neo ministro. E poi ci sono le tante perplessità di Napolitano su come è stata gestita la vicenda che ieri sono abbondantemente filtrate in un articolo sul Corriere della Sera siglato dal direttore. Il premier, Silvio Berlusconi, ufficialmente non commenta ma in privato si sarebbe augurato che la rinuncia allo scudo da parte di Brancher possa bastare a far considerare chiusa la faccenda. Il Cavaliere, d'altra parte, sarà lontano dall'Italia ancora per svariati giorni: conclusi i lavori del G8 e del G20, è infatti ora diretto in Brasile per una due giorni in cui incontrerà anche il presidente Lula. Poi è atteso a Panama e infine potrebbe trascorrere qualche giorno nella sua villa ad Antigua.

Red/Pol

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