Lunedì 12 Luglio 2010

Tensione nella maggioranza, Schifani apre a Udc. Aut aut di Bossi

Roma, 12 lug. (Apcom) - Alta tensione nella maggioranza, dove sembra ormai in corso una verifica sostanziale di tenuta della coalizione. Il Presidente del Senato Renato Schifani, fra gli uomini del Pdl più vicini e fedeli al Premier Silvio Berlusconi, ha spalancato le porte della maggioranza all'Udc di Casini ("Pdl e Udc stanno insieme nel Ppe, condividono gli stessi valori, hanno programmi ed elettorati affini...") del tutto incurante dell'aut aut venuto al Premier e al Pdl dalla Lega, Bossi in testa e, a seguire, i suoi colonnelli: "se entra l'Udc in maggioranza, noi ce ne andiamo: o loro o noi". "O si arriva quanto prima a una pace strategica" nel Pdl fra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini "o sarà rottura", dice Schifani. "E' opportuno - aggiunge - un chiarimento diretto, in modo che le eventuali dissonanze vengano chiarite direttamente e non attraverso i dibattiti pubblici. Senza una pace strategica si andrebbe a una rottura traumatica. Conosco Berlusconi: denuncerebbe il tradimento del patto elettorale''. E se alla rottura si dovesse arrivare, avverte Schifani ricordando di "conoscere molro bene" Berlusconi "nulla andrebbe escluso". Anzi, "mi aspetterei da parte del premier una mossa dura e ad effetto". Ad animare il confronto arrivano anche le parole del vicecapogruppo del Pdl alla Camera, Italo Bocchino: "Dal punto di vista politico c'e un enorme problema di opportunita che il premier non puo far finta di non vedere. Il Berlusconi 'ghe pensi mi' come ha risolto il caso Brancher cosi deve risolvere il caso Verdini". Pronta la replica del capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto: "Francamente non è gradevole vedere che il garantismo vale per taluni solo a correnti alternate e magari chi ne ha usufruito nel passato adesso erge tribunali speciali che emettono sentenze senza neanche la lettura delle carte. Inoltre, abbiamo sempre diffidato, e continuiamo a diffidare - conclude -, nei confronti di chi è garantista o giustizialista solo in funzione degli organigrammi da definire".

red

© riproduzione riservata