Lunedì 12 Luglio 2010

Polanski/ Regista lascia lo chalet, di nuovo libero dopo 9 mesi

Gstaad (Svizzera), 12 lug. (Apcom) - Roman Polanski "ha lasciato il suo chalet di Gstaad" da "uomo libero" dopo la decisione della Svizzera di respingere la richiesta di estradizione presentata dagli Stati Uniti nei confronti del regista. E' quanto ha assicurato una dipendente del regista al quale fin da mezzogiorno era stato ritirato il braccialetto elettronico, che era obbligato a portare dopo che nel settembre 2009 gli erano stati imposti gli arresti domiciliari. La dipendente di Polanski, che ha chiesto di non essere identificata, ha aperto la porta dello chalet "Milky Way", dal 2006 proprietà del regista, ai giornalisti dell'Afp e ha assicurato loro che il regista aveva lasciato la casa. Una auto era stata vista uscire dal garage verso le 14.30, senza che si potesse vedere, a causa dei vetri oscurati, se all'interno vi erano dei passeggeri. Roman Polanski è oggi "un uomo libero", aveva dichiarato il ministero della Giustizia di Berna, annunciando in mattinata la sua decisione di non estradare il regista negli Stati Uniti. La decisione è stata adottata tenendo in considerazione gli interessi nazionali e il fatto "che non è stato possibile escludere con assoluta certezza che la richiesta di estradizione americana non presentasse un vizio di forma", ha spiegato il ministro della Giustizia elvetica, Eveline Wider-Schlumpf, in una conferenza stampa nel pomeriggio. Berna ha inoltre ritenuto che nell'applicare il trattato di estradizione con gli Stati Uniti doveva tenere conto del "clima di fiducia" che si era stabilito fra Polanski e le autorità svizzere da quando il regista aveva acquistato lo chalet. "Roman Polanski non sarebbe certamente venuto al Festival del film di Zurigo nel settembre 2009 se non avesse avuto piena fiducia nel fatto che questo viaggio non avrebbe avuto conseguenze giudiziarie", rilevava il ministero della Giustizia in un comunicato. Il regista del "Pianista" era stato arrestato il 26 settembre 2009 al suo arrivo a Zurigo, in base ad un mandato di arresto statunitense per "rapporti sessuali illegali" con una minorenne di 13 anni nel 1977. Dopo due mesi di carcere, gli erano stati imposti gli arresti domiciliari, dietro pagamento di una cauzione di tre milioni di euro. (con fonte Afp)

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