Sabato 17 Luglio 2010

Caldo/ Rallentare, e orari flessibili anche al lavoro

Roma, 17 lug. (Apcom) - L'Italia boccheggia, Roma in particolare soffoca sotto la morsa dell'afa: il servizio meteo del dipartimento nazionale della protezione civile ha rilevato nella stazione di Roma Urbe una temperatura di 38 gradi, associata a un grado di umidità superiore al 38%, che fa salire le temperature percepite nella Capitale a 43 gradi. E' vero che a forza di parlare di emergenza caldo sembra ancora più caldo, ma questo luglio è davvero torrido, e anche se non fosse poi l'estate più calda di sempre, qualche principio di buon senso è bene seguirlo. E così bere molta acqua, stare all'ombra o meglio in casa... ma soprattutto la migliore filosofia è "imparare ad adattarci, rallentando, cambiando gli orari, anche di lavoro. I condizionatori sono sopravvivenza artificiale, ci siano viziati, ma dobbiamo arrenderci, perché è la natura, e in questo caso il caldo, che domina". Lo dice un'antropologa, Giovanna Salvioni, docente all'università Cattolica di Milano. Turisti in massa che trascinando bambini accaldati e giustamente lagnanti; amanti disperati dello jogging in mezzo a nubi di calura e smog; bulimici dello shopping che non rinunciano all'assalto durante la pausa pranzo. Un'epopea umana che non si vuole rassegnare all'implacabile colonnina di mercurio. Invece - avverte l'antropologa - "dovremmo prendere esempio dagli animali, dai popoli di altre culture e Paesi, o dai nostri nonni: il gatto dorme tutto il giorno e si alza solo per bere e mangiare, in Brasile o Andalusia, i negozi nella stagione calda aprono alle 5 del pomeriggio e chiudono alle 22. Nessuno esce di casa prima del pomeriggio. I vecchi contadini andavano a lavorare alle 4 del mattino e finivano a mezzogiorno. Così imparereno anche ad affrontare 'l'emergenza caldo". Quindi siesta. Chi è in vacanza non ha scusa, abbandoni la frenesia di 'tutti gli sport per tutti', si riposi e stia all'ombra. Per chi è al lavoro e non ha un datore troppo comprensivo, non resta che l'artificiale condizionatore, a patto che non sia girato su temperature siberiane. Il rischio, passando dal virtuale dentro al reale fuori, è che l'eccessivo calore prostri fisico, e anima.

GtuAqu

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