Sabato 17 Luglio 2010

Libia/ Manifesto: liberi i 205 eritrei, ma sono bloccati a Sabha

Roma, 17 lug. (Apcom) - I 205 cittadini eritrei detenuti nel carcere libico di Brak dal 30 giugno scorso sono stati liberati l'altro ieri sera, ma sono bloccati nella città sahariana di Sabha, a 800 chilometri da Tripoli. Stando a quanto scrive oggi Il Manifesto, i migranti possono circolare liberamente, ma non possono uscire dalla città. Le autorità libiche hanno infatti rilasciato loro un permesso di soggiorno di tre mesi, che però ha validità solo nella regione di Sabha. Un volta scaduto il permesso di soggiorno, sottolinea il quotidiano, i migranti saranno costretti a chiedere un visto, per avere il quale dovranno prima recarsi all'ambasciata eritrea e farsi rilasciare un passaporto. "Un'eventualità impossibile, dal momento che gli eritrei sono richiedenti asilo in fuga dal proprio Paese, dove l'emigrazione è considerata un crimine di Stato e punita severamente", scrive Il manifesto. "Non vogliamo rimanere in Libia - ribadiscono i migranti - vogliamo andare in un Paese che ci garantisca la protezione internazionale. Qui non ci sentiamo tutelati". Il Manifesto rilancia quindi il suo appello al governo italiano "perchè si assuma le proprie responsabilità": "Noi diciamo: l'Italia ha l'obbligo morale di accogliere i 205 ragazzi eritrei, perchè sono state le nostre navi a respingere 103 di loro verso le galere libiche in cui si sono trovati a marcire ... il 7 luglio il Sottosegretario Stefania Craxi ha offerto la disponibilità ad accogliere parte di quei richiedenti asilo. Il 10 luglio lo ha ripetuto in un'intervista a questo giornale. Ci aspettiamo che il nostro governo mantenga la parola data e faccia quella mossa di civiltà che è l'unica cosa giusta da fare".

Sim

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