Venerdì 06 Agosto 2010

Hiroshima/ La città commemora i 65 anni dalla bomba

Roma, 6 ago. (Apcom) - Kaneto Shindo, a 98 anni, s'è rimesso dietro la macchina da presa. Il vecchio regista giapponese, ancora una volta, racconterà l'evento che ha cambiato la sua vita, la vita di centinaia di migliaia di giapponesi e la storia del mondo: il bombardamento atomico di Hiroshima. A 65 anni dall'annientamento della città, infatti, c'è ancora qualcosa da raccontare. E anche chi era dall'altra parte, gli statunitensi, sembrano per la prima volta voler ascoltare questo racconto, quanto meno nella sua veste ufficiale. Oggi nella commemorazione che segna l'anniversario, a Hiroshima per la prima volta un rappresentante Usa. "Sono un film-maker, un film-maker che deve continuare a fare film sui bombardamenti atomici per sempre", ha dichiarato il regista di "Ganbaku no ko" ("I bambini della bomba atomica" del 1952), che da poco ha terminato di girare il suo 49mo lungometraggio, "Ichimai no hagaki" ("Una cartolina"). Non un'ossessione, la sua, ma il dovere di testimonianza di chi ha viene da quella città, pur non avendo vissuto in prima persona il bombardamento perché era al fronte in quel momento. "La bella città che avevo conosciuto nell'infanzia fu trasformata in macerie da una singola bomba, che uccise decine di migliaia di persone istantaneamente, diversamente da altre bombe che ne possono uccidere solo alcune centinaia di una volta", ha detto al Japan Times il regista. "E' stato - ha concluso - un crimine contro l'umanità". A Hiroshima verrà ancora una volta rinnovato l'impegno della città contro le armi atomiche, in un momento in cui il rischio di proliferazione delle armi atomiche è sempre all'ordine del giorno della politica internazionale. Ban Ki-moon, il segretario generale delle Nazioni unite (Onu), sarà presente alla cerimonia. "La mia visita ha rafforzato la convinzione che queste armi devono essere messe fuorilegge, sia da una convenzione sulle armi internazional sia da una cornice di strumenti che si rafforzino reciprocamente", ha detto oggi in un discorso nell'altra città martire - Nagasaki - di fronte a uno dei simboli dell'olocausto nucleare: la cattedrale cattolica di Urakami.

Mos

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