Venerdì 06 Agosto 2010

Governo/ Bindi: Se si va alle urne alleanza anche con Fini

Roma, 6 ago. (Apcom) - "Credo che il paese capirebbe un'alleanza democratica e costituzionale e per quel che mi riguarda non avrei preclusioni verso nessuno, da Fini a Di Pietro a Vendola". Rosy Bindi, presidente dell'assemblea del Pd in un'intervista alla Stampa parla di una possibile alleanza in caso di elezioni anticipate che, a causa dell'emergenza democratica, potrebbe vedere insieme il cofondatore del Pdl e la sinistra radicale. "Se la situazione precipita - spiega Bindi - dobbiamo lavorare a un'alleanza molto larga perchè la priorità sarebbe salvare la democrazia" a suo avviso infatti "quello di Berlusconi sarebbe un programma eversivo di snaturamento della Costituzione, all'insegna del 'gli alleati mi hanno tradito, ora datemi tutto il potere'. E in un'emergenza del genere non bisognerebbe avere preclusioni di alcun tipo. Ma sia chiaro: non abbiamo alcuna paura del voto, perchè come sempre daremo il meglio di noi in campagna elettorale". Quanto alle difficoltà dentro il Pd e al rischio che la nascita di un terzo polo possa attrarre gli ex Ppi di Fioroni Bindi dice: "Non credo che ci sia questo rischio. Chi potrebbe essere tentato di uscire sa che ora è il momento di stare ben saldo dentro il Pd che resterà l'asse di qualunque operazione futura. E se non si materializzerà un voto anticipato, diventerà più stringente la necessità di costruire un'alternativa politica e culturale omogenea, per dare un minimo di stabilità al paese. A quel punto si porrebbe il problema delle alleanze". A questo proposito la presidente del Pd ritiene che non si possa impedire a Vendola di partecipare alle primarie per la leadership della coalizione, ma se si andasse a votare in autunno "non ci impiccheremmo agli strumenti per scegliere il candidato premier", anche se, avverte, "non si può paragonare l'Ulivo di Prodi con un'offerta di premiership a Casini".

Gal

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