Mercoledì 18 Agosto 2010

Agricoltura/Bossi attacca Galan.Ministro tace,attende difesa Pdl

Roma, 18 ago. (Apcom) - A due giorni di distanza dall'ultimo attacco il leader leghista e ministro per le Riforme Umberto Bossi torna a sparare a zero sul 'collega' Giancarlo Galan. Le parole del 'senatur' sono affidate ai cronisti che lo incontrano a Calalzo di Cadore e non lasciano adito a dubbi: "Galan? Ma vi pare che stia facendo bene? Provate a chiedere agli agricoltori" osserva Bossi spiegando che "adesso in Veneto c'è il sistema di Zaia, che è molto più pulito". Galan, da parte sua, sceglie la via del silenzio. Ma è un silenzio eloquente: chi lo conosce bene e ambienti del Pdl Veneto spiegano che ora il ministro "dopo giorni di attacchi sistematici e anche imbarazzanti si attende che siano il partito, il governo, il premier a difenderlo". Gli strali di Bossi, convinto che "l'agricoltura del popolo padano non si deve toccare", aprono la giornata: "Io non ho mai sentito un ministro che scrive al Commissario europeo per dare una multa al proprio governo perché sta aiutando gli agricoltori - dice il leader del Carroccio -. Non è mai successo". Insomma, ragiona il ministro per le Riforme, le quote latte "andavano bene quando si produceva troppo, come nel dopoguerra. Ma adesso non hanno senso", vanno ricontrattate, "si tratta di mettersi al tavolo in Europa. Ci vuole uno Zaia che va a negoziare" perché Galan "non ci va". Bossi racconta di nuovo di non aver consentito a Galan di prendere la parola in Consiglio dei ministri, circostanza smentita dal diretto interessato nei giorni scorsi come "non vera". Oggi il ministro dell'Agricoltura preferisce non replicare ma giunti a sera si fa notare, negli ambienti del Pdl Veneto che gli sono più vicini, quanto pesi il silenzio del partito e del governo davanti ad assalti "che si susseguono dai giorni dell'approvazione della manovra economica". Le reazioni arrivano, invece, da parte dell'opposizione. Secondo Ernesto Carbone, coordinatore del Forum agricoltura del Pd, "fa sorridere sentire che Zaia negoziava: in Europa non si é mai visto, preferiva occuparsi di altro. Per molto tempo al Consiglio dei Ministri Europei, l'Italia era rappresentata solo da funzionari ministeriali che non avevano certo forza negoziale". "Ha 'ragione' Bossi quando dice che non bisogna toccare l'agricoltura padana - aggiunge caustico Carbone -, soprattutto quando pochi disonesti 'padani' pesano sulle tasche di tutti gli italiani. Perchè la multa che sicuramente arriverà dall'Europa la pagheremo tutti noi. Bossi piuttosto faccia chiarezza su Credieuronord, la 'banca della Lega' creata proprio con i soldi delle truffe sul latte, così magari tutti capiremo perchè i leghisti difendono pochi truffatori".

Vep

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