Mercoledì 25 Agosto 2010

Governo/ Bossi: No all'Udc, no elezioni. Bocchino: Condividiamo

Lesa (Novara), 25 ago. (Apcom) - "Per ora no": tre parole da Umberto Bossi in risposta alla domanda se si andrà ad elezioni anticipate. Così all'uscita dall'incontro con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a villa Campari a Lesa, il leader della Lega ha dato il senso del tanto atteso vertice Pdl. Bocche cucite invece dal ministro Giulio Tremonti e dagli esponenti della Lega Maroni e Calderoli usciti più tardi dalla villa. No alle elezioni anticipate dunque, ma Bossi lo ha sottolineato, "no" anche a una maggioranza allargata: "Si va avanti così senza Casini e senza l'Udc per realizzare il programma". Parole quelle di Bossi che piacciono al capogruppo di Fli Italo Bocchino: "Condividiamo - dice raggiunto al telefono - non c'è ragione di andare a elezioni anticipate. Dopo la costituzione dei gruppi di Fli la maggioranza è rimasta invariata, quindi, non occorre andare alle urne". Di sicuro, avverte, sarebbe "velleitario pensare di sostituire Fini con Casini, anche perché va contro la volontà degli elettori". L'impressione è che dal vertice sul lago sia emersa una "strategia" come richiesto oggi proprio da Maroni che dal Meeting di Cl a Rimini aveva auspicato "un'analisi reale della situazione dopo i fuochi d'artificio estivi" e e la definizione di "una strategia", per non trovarsi "impreparati". Fino a ieri, Bossi aveva ribadito l'esigenza di andare a elezioni anticipate come unico sbocco logico di una eventuale crisi di governo. Ora Silvio Berlusconi sembra essere riuscito a convincere la Lega a fare un passo indietro e a non spingere sull''accelaratore verso le elezioni anticipate. L'unica strada sembrerebbe la verifica parlamentare della tenuta della maggioranza attuale e l'approvazione dei 'cinque punti' del programma stilato da Silvio Berlusconi, da parte dei dissidenti finiani.

mda/aqu/Rbr

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