Martedì 31 Agosto 2010

Usa/ Obama lancia offensiva mediatica, dall'economia agli esteri

Roma, 31 ago. (Apcom) - In calo nei sondaggi a causa soprattutto della situazione economica, Barack Obama ha lanciato un'offensiva mediatica per sottolineare i meriti e gli impegni della sua Amministrazione, nonchè per ricordare neanche troppo indirettamente le gravose eredità lasciate dal mandato Repubblicano di George W. Bush. La prima tappa è stata il discorso tenuto due giorni fa a New Orleans, in occasione del quinto anniversario dell'uragano Katrina: Obama si è impegnato a restare a fianco alla popolazione finché "il lavoro di ricostruzione non sarà terminato", ricordando però come la città fosse stata abbandonata dalla precedente Amministrazione, all'epoca peraltro assai criticata per la gestione della crisi. Ieri è stata la volta dell'economia, l'argomento che più sta a cuore all'opinione pubblica americana e sul quale Obama si giocherà verosimilmente le possibilità di un secondo mandato: anche qui, il presidente ha sottolineato come una legge sugli sgravi fiscali alle piccole e medie imrpese sia già pronta, siano allo studio altre soluzioni ma come sia la minoranza Repubblicana a bloccare il voto in Senato. Stasera sarà al volta dell'Iraq: oggi finiscono ufficialmente le oparazioni di combattimento ma dallo Studio Ovale Obama non si lascerà certo andare al "missione compiuta" pronunciato sette anni fa da Bush sul ponte di una portaerei; il Presidente ha piuttosto scelto di visitare ieri i feriti all'ospedale militare di Washington, dove ha consegnato undici medaglie al valore. Last but not least, giovedì si aprono a Washington i negoziati diretti israelo-palestinesi: Obama sarà presente alla cerimonia e l'impegno della sua Amministrazione, problemi interni permettendo, sarà verosimilmente decisivo per raggiungere dei risultati tangibili, sempre che le parti abbiano seria intenzione di fare progressi. "Non ho la bacchetta magica", ha ricordato ieri Obama; "C'è un limite a quanto sia possibile fare", ha rincarato la dose il suo portavoce Robert Gibbs, mentre la disoccupazione rimane ancora attorno al 10%: basterebbero delle buone notizie sul fronte della crescita economica a far tirare un sopiro di sollievo alla Casa Bianca, ma la ripresa appare ancora debole.

Mgi

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