Mercoledì 01 Settembre 2010

Berlusconi spinge sul processo breve: Pdl lavora per sì finiani

Roma, 1 set. (Apcom) - Andare avanti sul processo breve, seppur aprendo a quelle modifiche che consentano il sì dei finiani. E lavorare ancora ai cinque punti del programma sui quali a settembre ottenere il consenso di Fli per blindare l'esecutivo fino al termine della legislatura. Su questo lavora Silvio Berlusconi, deciso a riportare l'attenzione sul Governo e attendista per le mosse di Gianfranco Fini, a partire dall'intervento di domenica a Mirabello. Il Premier ha lavorato a lungo ieri con Angelino Alfano e Niccolò Ghedini sul processo breve, norma necessaria sulla quale non arretra ma che necessita di qualche modifica che consenta di avere il sì dei finiani. La linea su cui il Guardasigilli e il legale del Premier si muoverebbero sarebbe l'intervento sui termini della prescrizione per ridurre l'impatto della nuova legge sui processi che decadrebbero, lasciandola però per quelli di peso per il Premier, in primis quello Mills. Una soluzione che non snaturerebbe il provvedimento e farebbe cambiare la norma transitoria sulla quale i finiani basavano il no al provvedimento. Avanti senza chiusure dunque, in attesa che Fini mostri le sue carte domenica, a Mirabello e lasciando aperto il cantiere sui cinque punti (oltre alla giustizia sicurezza, sud, fisco, federalismo) sui quali Berlusconi, avrebbe ribadito oggi, intende ottenere il consenso dei finiani essendo già parte del programma di Governo da loro condiviso, permettendo così di andare avanti fino a fine legislatura. Punti sui quali, avrebbe insistito oggi il Premier, deve esserci l'accordo - non è nemmeno esclusa l'ipotesi di chiedere la fiducia - altrimenti resterebbe solo la via del voto anticipato. Intanto va registrato un nuovo attacco dal settimanale dei Paolini 'Famiglia Cristiana' all'indirizzo del govermno Berlusconi. Nel mirino dell'editoriale del settimanale diretto da don Sciortino di questa settimana, è proprio l'inserimento nei cinque punti per il rilancio del programma del governo delle nuove norme sul 'processo breve'. Adesso che le elezioni anticipate appaiono scongiurate - si legge fra l'altro- il Governo s'appresta a portare in Parlamento un'agenda di cinque punti su cui chiedere la fiducia. Il piatto forte, naturalmente, e la giustizia. O meglio, il 'processo breve' che, per renderlo meno indigesto all'opinione pubblica, si chiamera 'processo in tempi ragionevoli'. E che avra una corsia preferenziale, grazie a risorse e investimenti straordinari. Da reperire, a ogni costo, sia pure in tempi di ristrettezze. Ma a settembre, con la ripresa scolastica, le famiglie avranno altre priorita: lavoro e lotta alla poverta, innanzitutto". Le fabbriche - scrive Famiglia Cristiana- riaprono i cancelli, ma circa cinquecentomila posti sono a rischio. E qualche azienda, da subito, non aprira nemmeno i cancelli. Al ministero dello Sviluppo, dove da mesi si e in attesa di un nuovo ministro, piu di duecento tavoli di crisi sono aperti. E non se ne vede la soluzione". Così come, finora, la famiglia è rimasta nel dimenticatoio del Governo. "Dopo tante promesse e qualche timida apertura sul quoziente familiare -denuncia il settimanale cattolico- tutto s'e arenato. Per i politici il benessere della famiglia non e bene prioritario, ma merce di scambio, in una logica mercantile che mira a interessi di parte e non al bene comune. A ricordarci questo disinteresse, che ha radici lontane e riguarda tutti i partiti, e il ministero dell'Economia. L'Italia e la cenerentola d'Europa, fanalino di coda nel sostegno alle famiglie".

Mdr/

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