Mercoledì 01 Settembre 2010

Governo/ Baldassarri: Con Berlusconi abbiamo parlato di sviluppo

Roma, 1 set. (Apcom) - Taglio della spesa corrente improduttiva, credito d'imposta per le imprese, misure per lo sviluppo e per la ricerca. La manovra economica dei finiani messa a punto da Mario Baldassarri nel novembre scorso come emendamento alla Finanziaria, riproposta in estate e accolta infine dal Governo come ordine del giorno, è stata al centro dell'incontro tra lo stesso Baldassarri e il premier Silvio Berlusconi. Spiega il presidente della commissione Finanze del Senato, interpellato telefonicamente: "Bisogna provare a riempire di contenuti i 5 punti programmatici di cui parla Berlusconi. Dal punto di vista economico, non si può dire che il federalismo fiscale risolve tutti i problemi, nè che sia sufficiente il rigore finanziario: è fondamentale, ma ha bisogno di un'altra gamba quello dello sviluppo". Anche se, riferisce il senatore finiano, "con Berlusconi non abbiamo parlato della nomina del nuovo ministro". Del resto, osserva Baldassarri, "oggi il presidente Napolitano ha dato voce alle esigenze degli italiani: dobbiamo concentrarci sull'economia, e noi 'finiani' già in tempi non sospetti abbiamo presentato le nostre proposte". E ora che Berlusconi ha indicato i 5 punti su cui ripartire, "bisogna riempirli di contenuti, partendo da quanto è già stato accolto dal Parlamento come ordine del giorno e che ora va attuato". E' questa per Baldassarri "l'unica via d'uscita per il Paese, non per il Pdl o il governo: andare a votare con 200 miliardi di titoli di Stato in scadenza a novembre, che poi a marzo diventeranno 300 miliardi, sarebbe irresponsabile. Occorre senso istituzionale, anzi: amor patrio". Argomentazioni su cui il premier avrebbe concordato: "Già al vertice sul Lago Maggiore - conclude Baldassarri - Berlusconi ha escluso le elezioni".

Rea

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