Mercoledì 15 Settembre 2010

Italia-Libia/ Presid. Pesca Mazara: Stato chiuda vertenza pesca

Roma, 15 set. (Apcom) - "Auguriamoci non ci scappi il morto. Lo Stato ha il dovere di chiudere questa guerra senza fine". Dopo il caso del peschereccio mitragliato, Giovanni Tumbiolo, presidente del distretto produttivo della Pesca-Cosvap di Mazara del Vallo, dai microfoni di Radio 24, sollecita "l'applicazione del trattato italo-libico, in materia di pesca: se lo Stato non fa pressing sulle autorità libiche, che furbescamente rivendicano a sé la tutela di un ampio tratto di mare, l'italia si vede esclusa dalla possiblità di fare in modo che il distretto possa crescere". "La Libia ha esteso a dismisura fino a 74 miglia la sua sovranità territoriale sulle acque del Mediterraneo, in modo unilaterale", e questo anche perché secondo Tumbiolo "l'Italia gliel'ha lasciato prendere. Sono passati due anni e siamo stati distratti da altri interessi". "Stiamo diventando ostaggio di un trattato, non è più tempo di esitare. Bisogna chiudere la vertenza pesca, anche perché gli animi si stanno surriscaldando. Se la controversia continua - è il timore di Tumbiolo - può portarci a dispiaceri gravi". Il peschereccio Ariete poteva stare lì? "Non poteva e non doveva stare lì - risponde a Radio 24 - secondo quanto stabilito ormai da regole internazionali, purtroppo".

Red/Sav

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