Venerdì 24 Settembre 2010

Finiani: Per dossier si guardi vicino a Chigi. Premier adirato

Roma, 24 set. (Apcom) - Dopo la rottura dei canali diplomatici sulla giustizia, lo scontro tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini si è arricchita di un nuovo capitolo, chiamando in causa Palazzo Chigi, forze politiche e presunti Servizi deviati, giornali e giornalisti, Montecarlo e dossier. L'attacco di Italo Bocchino è durissimo: "Il dossier è stato prodotto ad arte da una persona molto vicina a Berlusconi che ha girato per il Sudamerica, di cui al momento opportuno saprete il nome". E poi, in serata, ospite ad Annozero, sottolinea che "l'indiscrezione raccolta da Repubblica.it, quella per cui Walter Lavitola sarebbe uno degli uomini che ha lavorato per confezionare questa patacca risulta anche a noi". In mattinata, era stata una nota della Presidenza del Consiglio a far salire ulteriormente il livello dello scontro. Palazzo Chigi attacca chi diffonde "falsità irresponsabili sui Servizi" e le accuse di dossieraggio altro non sono che "notizie diffamatorie al solo fine di polemica politica". Secondo fonti di maggioranza sarebbe stato Gianni Letta a decidere la controffensiva. Non che Silvio Berlusconi l'abbia presa bene. Chi ha avuto modo di incontrarlo lo descrive come infastidito, al limite dell'infuriato per le accuse ricevute. "Ora non so come andrà a finire, era nero", dice un ministro che ha raccolto nella giornata di ieri il suo sfogo. Ma se in vista del 29 settembre la tensione sale, i consiglieri pidiellini consigliano cautela a Berlusconi e lo spingono a non buttare a mare l'opera di convincimento delle ultime settimane che potrebbe permettere alla maggioranza di arrivare a quota 316 senza Fli. Senza contare che la sopravvivenza dell'esecutivo, in questa fase, resta prioritaria anche per il Cavaliere.

Kat/Tom/Bac

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