Martedì 09 Novembre 2010

George W. Bush rompe il silenzio e cerca un posto nella Storia

Washington, 9 nov. (Apcom) - Dopo due anni di silenzio quasi assoluto, George W. Bush fa il suo ritorno sulla scena mondiale con un libro di memorie, "Decision Points", nel quale giustifica la "sua guerra al terrorismo". Il lancio del libro, da oggi 1,5 milioni di copie saranno disponibili nelle librerie, è stato accompagnato da una "campagna mediatica" di tutto rispetto, che ha visto l'ex presidente americano accordare la sua prima intervista televisiva da quando ha lasciato la Casa Bianca, alla rete americana Nbc e un'intervista al quotidiano britannico Times. Nelle 500 pagine, il 43esimo presidente degli Stati Uniti torna sui fatti che hanno contrassegnato i suoi due mandati consecutivi, tra il 2001 e il 2009: dagli attentati dell'11 settembre, all'invasione dell'Afghanistan, poi dell'Iraq e al'uragano Katrina. Durante l'intervista alla NBC, così come in quella al Times, Bush si rifiuta di scusarsi davanti agli americani per quelle scelte: "Scusarsi significherebbe ammettere che quella decisione era sbagliata", dice alla Nbc. "Limportante è fare quello che si ritiene giusto fare", scandisce al Times, cui rivela anche l'assoluta determinazione dell'ex premier laburista Tony Blair di restare al suo fianco, anche a costo di affrontare un voto di sfiducia in Parlamento. Nelle memorie, l'ex presidente repubblicano rivela di aver considerato l'ipotesi di un attacco contro l'Iran e la Siria: "Diedi ordini al Pentagono di studiare tutto quanto necessario per un attacco". Bush giustifica anche il ricorso al waterboarding, spiegando come questa tecnica estrema di interrogatorio abbia salvato la gran Bretagna da micidiali attentati terroristici. E chiude: "Quale sarà il verdetto sulla mia presidenza, mi rallegro del fatto che non sarò lì ad ascoltarlo. Solo la storia potrà dirlo".

Fcs

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