Lunedì 15 Novembre 2010

Pompei/ Carandini:Da salvare con un sindaco e mappa casa per casa

Roma, 15 nov. (Apcom) - Per salvare Pompei bisogna intervenire subito, entro i prossimi "cinque-dieci anni, poi sarà tardi" e si dovrà farlo seguendo due binari: quello che riguarda la "questione conoscitiva" dell'area archeologica e quello sulla gestione manageriale del sito, in base alla quale si potrebbe nominare "un sindaco per Pompei". A sostenerlo, dalle pagine del Corriere della Sera, è l'archeologo Andrea Carandini, presidente del Consiglio superiore per i Beni culturali. Secondo Carandini "la responsabilità che l'Italia ha riguardo a Pompei è colossale, perschè si tratta di una realtà unica, culturalmente necessaria per il globo. Il Paese non è stato all'altezza e la città antica vive in un'emergenza perpetua". Ma "è possibile voltar pagina" mettendo al centro e risolvendo "in tempi brevi la questione conoscitiva". Per lo studioso "solo un'analisi casa per casa può restituire il valore culturale di Pompei e dirci, al tempo stesso, quale muro è pericolante, quale affresco sta per cadere". In questo modo si potrebbe varare "una 'manutenzione programmata' regione per regione, attuata da una squadra fissa", pensando anche a "una campagna impegnativa, proceduralmente ordinata e sistematica di documentazione e di studio delle costruzioni" che porti a una "reduplicazione scientifica informatizzata comunicata puntualmente sul web". Infine bisogna pensare "forme organizzative adatte", in cui "gli archeologi collaborino con un manager cui va affidata la gestione: anche Pompei ha bisogno di un sindaco", conclude Carandini, per il quale però "la tutela deve restare nelle mani dei Soprintendenti".

Sav

© riproduzione riservata