Mercoledì 01 Dicembre 2010

Università/ Proteste in tutta Italia, riforma Gelmini al Senato

Roma, 1 dic. (Apcom) - In un clima di scontri, occupazioni universitarie e proteste degli universitari di tutta Italia, la riforma col timbro del ministro Maria Stella Gelmini ieri è stata approvata alla Camera anche con i voti dei parlamentari di Gianfranco Fini. E ora passa al Senato; ma qui l'approvazione definitiva si prospetta complicata. Il Pd difatti rifiuta che il voto sia messo in calendario prima della fiducia sul governo Berlusconi che si voterà il 14 dicembre. Altrimenti, ha detto la capogruppo al Senato Anna Finocchiaro, salteranno tutti gli accordi per l'approvazione della manovra finanziaria prima della fiducia. La decisione al senato sarà presa giovedì dalla conferenza dei capigruppo convocata dal presidente del Senato, Renato Schifani. I finiani del Fli però hanno fatto sapere che difficilemnte avalleranno la corsa contro il tempo della maggioranza, se non ci sarà sul calendario un'intesa fra tutti i gruppi. In questo labirinto una cosa appare chiara: si preparano altri giorni di trattative frenetiche, perché se il voto sull'università slittasse a dopo il 14, e il governo in quella data non ottenesse la fiducia, la riforma Gelmini molto difficilmente vedrebbe la luce. E' quello che sperano gli studenti scesi in strada anche ieri e che continuano a mobilitarsi. La giornata, convulsa, è passata fra occupazioni di numerose stazioni ferroviarie e di atenei di tutta Italia; cortei e manifestazioni che hanno bloccato anche alcune autostrade. Proteste che non sono state fermate dalla pioggia battente su tutta la penisola e sono state criticate con veemenza dai partiti della maggioranza e dallo stesso presidente del Consiglio, secondo cui la riforma è "un colpo mortale a parentopoli". In questa atmosfera grigia e spettrale, in particolare è stato blindato il centro della capitale (la gestione a Roma è stata "eccellente" si è congratulato il ministro dell'Interno Maroni). Le camionette di polizia e guardia di finanza hanno cinto con un vero cordone sanitario tutta la zona attorno a Montecitorio dove si discuteva la riforma, bloccando anche i pedoni. Oltre i blocchi sono scoppiati numerosi scontri fra tiri di petardi da una parte e lacrimogeni dall'altra, mentre le ripercussioni dei blocchi e i cortei hanno fatto impazzire il traffico della capitale.

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