Domenica 02 Gennaio 2011

Brasile/ Dilma al lavoro, ma pesa eredità Lula per caso Battisti

Brasilia, 2 gen. (TMNews) - Il giorno dopo il conferimento del mandato, segnato dal commosso addio dell'ex-presidente Lula, il nuovo capo dello Stato brasiliano, Dilma Rousseff, si è messa subito al lavoro ricevendo numerosi leader stranieri, tra cui i presidenti di Uruguay, Corea del Sud, Portogallo, Autorità palestinese e Cuba, presenti a Brasilia alla cerimonia di investitura. Il 1° gennaio, Dilma Rousseff, economista ed ex-guerrigliera di 63 anni che ha conosciuto il carcere durante la dittatura, è diventata la prima donna presidente del Brasile, Paese di 191 milioni di abitanti. "Lula sarà con noi", ha detto ieri Dilma nel corso del suo primo discorso dinanzi al congresso. E l'ombra dell'ex presidente già aleggia sulla testa della nuova inquilina del palazzo Planalto, dal momento che l'ex capo dello Stato le ha lasciato in eredità la scottante questione Battisti: la decisione del presidente brasiliano uscente, presa il 31 dicembre scorso, di non concedere l'estradizione dell'ex terrorista dei Pac (Proletari armati per il comunismo), ha aperto una crisi diplomatica tra Italia e Brasile. Ieri, il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha inviato una lettera di proteste al neo presidente brasiliano in cui viene confermata la determinazione del governo italiano a perlustrare tutte le possibili vie legali per arrivare all'estradizione in Italia di Cesare Battisti. Non solo ma viene anche espresso l'auspicio che il nuovo capo dello Stato possa rivedere la decisione del suo predecessore. Oggi, in una intervista al Corriere della Sera, il titolare della Farnesina ha annunciato che il governo italiano sta pensando "di portare il caso (Battisti) dinanzi alla Corte internazionale dell'Aia".

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