Mercoledì 19 Gennaio 2011

In Afghanistan un terrorista in divisa uccide militare italiano

Roma, 19 gen. (TMNews) - Pochi metri quadrati fortificati in mezzo al nulla. E' qui, nel piccolo avamposto Highlander, nell'area di Bala Murgab, che il caporal maggiore Luca Sanna ieri ha perso la vita. Colpito quando meno se lo aspettava da un uomo in divisa. "Fuoco nemico", lo ha definito Ignazio La Russa. Spari da chi indossava abiti "di cui ci si poteva fidare". Centrato alla testa, le sue condizioni sono apparse subito "disperate". E infatti, pochi minuti dopo le 12.05, ora dell'attentato, si è capito che per lui non ci sarebbe stato nulla da fare. Meglio è andata a un suo commilitone: ferito a una spalla, è stato ricoverato all'ospedale militare di Herat. Le sue condizioni sono stabili e non sarebbe in pericolo di vita. La notizia è giunta in Italia proprio mentre si celebrava il passaggio di consegne al comando delle Forze Armate tra il generale Vincenzo Camporini e l'omologo Biagio Abrate. E si è capito subito che si era trattato di un episodio anomalo, di "un conflitto a fuoco non abituale". E' stato il ministro della Difesa, nel primo pomeriggio, a spiegare com'era andata, nonostante le notizie fossero ancora frammentarie. "Un uomo in divisa, sicuramente un nemico, si è avvicinato ai due soldati italiani con uno stratagemma. Forse ha detto che la sua arma si era inceppata. Poi ha sparato alcuni colpi d'arma da fuoco". Per Sanna, in forza all'8/o Reggimento Alpini, sono stati mortali. Secondo La Russa, non è escluso che l'attentatore possa essere stato "un infiltrato ab origine": ma anche in questo caso, ha detto il ministro, si tratterebbe di "fuoco nemico".

Coa/

© riproduzione riservata