Sabato 29 Gennaio 2011

Giustizia/ Scontro toghe-politica anima apertura anno giudiziario

Roma, 29 gen. (TMNews) - Prosegue lo scontro fra politica e magistratura nell'arena delle Corti d'Appello di tutta Italia dove oggi si celebra l'apertura dell'anno giudiziario. Cerimonie che avvengono all'indomani del videomessaggio n.4 di Silvio Berlusconi da quando è indagato per il caso Ruby. Un messaggio secondo cui è in atto una nuova "offensiva" del "soccorso rosso" dei giudici politicizzati, ma "sarà respinta". E proprio da Milano, dove sono presenti i pm titolari dell'inchiesta che vede indagato il premier, il procuratore generale Minale rivendica "l'uso attento e ragionevole" delle intercettazioni da parte dei magistrati: l'accusa di un "ricorso dissoluto non trova alcun riscontro nella realtà". Ai pm milanesi torna a esprimere solidarietà il leader dell'Anm Luca Palamara: "Oggi la magistratura associata vuole parlare un'unica voce: idealmente e moralmente tutta la magistratura italiana oggi è a Milano". "Gli attacchi ai magistrati sono contro la giustizia e la Costituzione" recita infatti il documento-fotocopia che i rappresentanti dell'Associazione nazionale magistrati hanno letto durante le cerimonie di inaugurazione. Documento nel quale il 'sindacato delle toghe' denuncia ancora, tra l'altro, "le campagne di denigrazione di singoli giudici" e "le minacce di punizione" rivolte contro i magistrati, "gli attacchi alla Costituzione e ai principi di autonomia e indipendenza della magistratura". Un concetto in parte ribadito dal vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura Michele Vietti nel suo intervento a Torino: "L'attività della magistratura non sottende disegni eversivi, perciò merita la stima di chi è per condizione servitore dello Stato. L'amore per la giustizia deve accomunare giudici e governanti". Vietti ha però lanciato un monito che riguarda anche le polemiche di questi giorni (inclusa quella infuriata attorno a Annozero): "Una sede processuale non può essere sostituita da altre sedi a propria scelta che siano mediatiche o di piazza". La risposta ufficiale del governo è arrivata da Roma dove ha parlato all'inaugurazione il ministro della Giustizia insistendo sulla necessità della riforma del settore. Per Angelino Alfano le "resistenze corporative ostacolano qualsiasi tentativo di riforma del sistema giudiziario italiano".

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