Sabato 29 Gennaio 2011

Egitto: Esercito non spara, soldati acclamati dai manifestanti

Roma, 29 gen. (TMNews) - In queste ore convulse, i militari egiziani fraternizzano con i manifestanti, mentre alcuni soldati si uniscono addirittura alla protesta. "Questa è la rivoluzione di tutto il popolo", si legge su un graffito disegnato sul fianco di un carro armato. E in effetti finora non ci sono state notizie di scontri, al Cairo, tra i militari e i manifestanti che chiedono le dimissioni del presidente Hosni Mubarak. Inviati in piazza dal capo dello Stato per fermare la rivolta, i soldati preferiscono avere un atteggiamento attendista, in taluni casi di comprensione e simpatia per chi protesta. Non sono rari i casi in cui militari e civili hanno unito le loro forze per chiedere a Hosni Mubarak di lasciare il potere. E' successo anche al Cairo, riferisce oggi il New York Times. A Ramses Square, un civile è salito su un carro armato, ne ha preso la guida, si è messo in testa a un corteo di manifestanti. E i militari hanno lasciato fare. In un'area poco distante, un soldato ha abbandonato il suo mezzo e si è unito ai civili. Per i manifestanti, l'esercito non è un nemico da combattere, anche perché in Egitto gode di grande prestigio fra la popolazione e storicamente ha sempre cercato di non apparire troppo repressivo: le ultime proteste di massa represse dall'esercito risalgono al 1985. Tutti gli uomini inoltre fanno il servizio militare, mentre lo stesso non vale per la polizia. "Non mi importa cosa accadrà. Voi state facendo il vero cambiamento", ha detto un militare che ha deciso di unirsi ai manifestanti, rivolgendosi proprio ai cittadini che protestano. "L'esercito e il popolo purificheranno il paese", ha risposto la folla.

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