Domenica 06 Febbraio 2011

Egitto/ Mubarak resiste, in strada oggi la "Domenica dei martiri"

Roma, 6 feb. (TMNews) - La transizione egiziana deve essere pacifica: su questo sono tutti d'accordo, dalla comunità internazionale all'opposizione, passando per le forze armate; il nodo da sciogliere resta la presenza al potere di Hosni Mubarak, se cioè il rais possa essere garante oppure di ostacolo alle riforme ormai inevitabili. Mubarak ha resistito alle manifestazioni del "Venerdì della partenza", e affronterà oggi la "Domenica dei Martiri", al tredicesimo giorno di proteste. Ha sciolto la cupola del suo Partito Nazionale Democratico - fra i dimissionari anche il figlio, Gamal - nominando nuovo Segretario generale un moderato. Ma non ha rinunciato alla guida del movimento. Soprattutto, sembrava aver incassato il placet della Casa Bianca - finora piuttosto ondivaga nei suoi confronti - alla sua permanenza. "Serve un consenso nazionale per stabilire quale debba essere la prossima tappa e il Presidente dovrà rimanere al suo posto per mettere in atto queste riforme", aveva sottolineato l'inviato speciale della casa Bianca, Frank Wisner. Successivamente però il Dipartimento di Stato ha preso le distanze dalle dichiarazioni dell'inviato, precisando che questi parlava a titolo di "privato cittadino e di analista" e non certo come "rappresentante del governo statunitense". Anche Washington dunque appare incerta ma per ora il rais resta al timone, anche se il suo vicepresidente Suleiman sta conducendo intensi colloqui con l'opposizione. Migliaia di persone hanno manifestato nella piazza Tahrir del Cairo senza che si siano registrati incidenti: nella manifestazione della "Domenica dei Martiri" in quello che è divenuto l'epicentro della protesta è prevista anche la celebrazione di una messa cristiana, presumibilmente un modo per coinvolgere maggiormente la minoranza copta. I segnali in questo senso non sono tuttavia incoraggianti: un violento incendio è scoppiato oggi in una chiesa di Rafah, al confine della Striscia di Gaza: testimoni oculari parlano di un'esplosione, smentita però dalle autorità egiziane del Sinai.

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