Domenica 06 Marzo 2011

Estonia/ Oggi legislative, tra scandali e timori per economia

Roma, 6 mar. (TMNews) - Oggi la piccola Estonia, l'ultimo Paese entrato nell'eurozona, va alle urne per rinnovare il parlamento. Il voto per i 101 seggi del 'Riigikogu' pare destinato a sfociare nella conferma della coalizione di centro-destra al potere, malgrado la pesante politica di austerità messa in campo dal governo di Andrus Ansip per risollevare il Paese dalla crisi. Sul principale sfidante elettorale, il Partito di Centro - a sua volta di centro-destra, vincitore delle precedenti europee e amministrative - pesa uno scandalo che ha coinvolto il leader Edgar Savissar. Ma il vero argomento della campagna elettorale è stata l'economia. "Penso che un giorno anche i nostri più irriducibili nemici finiranno per comprendere che siamo usciti dalla crisi nella migliore firma possibile", è il motto di Ansip , confortato dai sondaggi, che danno in netto vantaggio il Partito della Riforma, attualmente al governo in coalizione con i partiti Pro Patria e Res Publica. La coalizione viene attestata nei rilevamenti tra il 49 e il 50% dei voti. Il Partito di Centro - dato al 22-25% - promette sorprese, malgrado le recenti polemiche che lo hanno visto protagonista. E' il presidente del partito di centro e sindaco di Tallinn, Edgar Saavisar, al centro dello scandalo che getta un'ombra sulle sorti della formazione politica: è accusato di aver ricevuto 1,5 milioni di euro da Mosca per aumentare l'influenza russa nella Repubblica baltica. La vicenda scotta, ma molti analisti sottolineano che l'unico dossier che sta davvero a cuore agli elettori è quello economico, con particolare preoccupazione per l'inflazione in crescita e la disoccupazione. Così, tutti i partiti, a cominciare da quelli al governo, hanno maneggiato con cura l'argomento, stralciando il lato 'fantasioso' dei programma caratteristico delle precedenti elezioni, quando il Partito della Riforma si era ad esempio distinto per l'idea dei 'Venerdì esentasse'. La linea più sobria avrebbe assicurato il vantaggio elettorale in almeno sette distretti su 12, dove il Partito della Riforma staccherebbe di 15 punti percentuali qualsiasi concorrente.

Orm

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