Sabato 12 Marzo 2011

Eurozona/ Summit, accordo su nuovo 'Patto' e fondi salva Stati

Bruxelles, 12 mar. (TMNews) - Il vertice straordinario dell'Eurozona che si è tenuto ieri a Bruxelles si è concluso attorno all'1.30 del mattino con un bilancio tutto sommato positivo: nonostante una profonda divergenza che resta fra l'Irlanda e gli altri paesi, le conclusioni del vertice contengono accordi sostanziali su una serie di questioni importanti, che verranno ora messe a punto nei dettagli tecnici dai ministri delle Finanze e approvati definitivamente al Consiglio europeo del 24 e 25 marzo. Innanzitutto, è stato deciso il rafforzamento della capacità di credito sia del Fondo temporaneo 'salva Stati' (l'European Financial Stability Facility - Efsf), che passa a 440 milioni di euro effettivi (finora quasi la metà di queste risorse erano bloccate in garanzie di credito, e la capacità effettiva risultava di cira 250 miliardi di euro), che del futuro Meccanismo europeo di stabilità (Esm), destinato a succedergli a partire dalla metà del 2013. Per l'Esm, che sarà permanente, la capacità di credito effettiva sarà di 500 miliardi di euro. I Ventisette hanno anche deciso di estendere il 'campo d'azione' dell'Efsf e l'Esm, che potranno intervenire ora anche sul mercato primario dei titoli di Stato, ma non su quello secondario. In altre parole, l'attuale Fondo salva-Stati e poi l'Esm, che raccolgono sul mercato i fondi per prestarli ai paesi dell'eurozona in difficoltà, potranno ora anche acquistare direttamente, al momento della loro emissione, i bond di quegli stessi Stati membri, sempre a condizione che - come per ottenere i prestiti - si impegnino in un programma di risanamento finanziario e di riforme economiche. L'intervento sul mercato secondario, ovvero gli acquisti dei titoli dei paesi in difficoltà detenuti da banche, fondi d'investimento e finanza privata in genere, continuerà ad essere effettuato dalla Banca centrale europea. C'era stato un tentativo di consentire anche queste operazioni all'Efsf o all'Esm (dal 2013), ma il 'no' del cancelliere tedesco, Angela Merkel, è stato irremovibile. La Bce, in verità, avrebbe visto volentieri un 'alleggerimento' del suo attivissmo sul mercato secondario, cominciato con una decisione autonoma a partire dal maggio scorso (in concomitanza con il primo intervento da 110 miliardi di euro per il 'salvataggio' della Grecia da parte dell'Eurozona). Gli acquisti sul mercato secondario comportano un aumento di liquidità che rischia di mettere in difficoltà la Bce, costretta poi compensare gli effetti inflazionistici con operazioni parallele o immediatamente successive di ritiro di liquidità dal mercato. Il secondo accordo importante è quello sul 'Patto per l'euro, presentato dal presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, e dal presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso, come riedizione 'politically correct' e in versione edulcorata del 'Patto per la competitività' franco-tedesco che aveva provocato una levata di scudi da parte di diversi Stati membri al vertice Ue del 4 febbraio scorso. (Segue)

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