Sabato 12 Marzo 2011

Biotestamento/ Appello 'Avvenire': Approvare legge rapidamente

Roma, 12 mar. (TMNews) - In un editoriale di prima pagina sul giornale dei vescovi 'Avvenire', giuristi, intellettuali e direttori di disparate testate cattoliche fanno appello affinché la Camera approvi rapidamente il disegno di legge sul testamento biologico. "Il testo di legge in discussione - pur essendo, come qualsiasi provvedimento legislativo, miglio­rabile - è chiaro e lineare a proposito delle questioni appena richiamate e, dunque, nei suoi contenuti fondanti", scrivono i firmatari dell'appello. "E noi riteniamo che se non fosse approvato in tempi rapidi, te­nendo saldi questi suoi princìpi cardine, di­venterebbe sempre più difficile drenare una giurisprudenza orientata a riconoscere il 'di­ritto' a una morte medicalmente assistita, in altre parole all'eutanasia trasformata in at­to medico". Firmano l'editoriale 'collettivo' Vinicio Albanesi (presidente della comunità di Capodarco), Dino Boffo (direttore di 'Tv2000'), Paolo Bustaffa (direttore del 'Sir'), Francesco D'Agostino (presidente dell'associazione Giuristi cattolici), Giuseppe Dalla Torre (rettore della Lumsa), Stefano De Martis (direttore di 'Radio In Blu'), Assuntina Morresi (editorialista di 'Avvenire' e consulente del sottosegretaro Roccella), Lorenzo Ornaghi (Rettore della Cattolica), Antonio Sciortino (direttore di 'Famiglia cristiana'), Antonio Socci (giornalista), Marco Tarquinio (direttore di 'Avvenire'), Francesco Zanotti (presidente della federazione italiana stampa cattolica). "Il disegno di legge sulle dichiarazioni an­ticipate di trattamento in discussione al­la Camera dei deputati - si legge ancora nel testo - è una proposta ra­gionevole, condivisibile, realmente liberale e oggi non più rinviabile, a fronte degli av­venimenti degli ultimi anni su fine vita e li­bertà di cura. È necessario, infatti, che il Parlamento pon­ga per legge limiti e vincoli precisi a quella giurisprudenza 'creativa' che sta introdu­cendo surrettiziamente nel nostro Paese ar­bitrarie derive eutanasiche. Rilevanti e gra­vi decisioni giudiziarie hanno infatti reso possibile interrompere la somministrazio­ne di cibo e acqua, anche per vie artificiali, a persone non più in grado di esprimere il proprio consenso, e hanno ridotto il con­senso informato alla ricostruzione ex post delle volontà di una persona, dedotte persi­no dai suoi 'stili di vita', ignorando la ne­cessità di una volontà attuale basata su un'informazione medica adeguata". Per i firmatari, "ci sono solidi argomenti di ragione - co­muni a laici e cattolici - per sostenere l'ur­genza, l'efficacia e l'utilità del testo di leg­ge all'esame della Camera dei deputati. E per noi, in quanto credenti, sussiste anche l'autorevole pronunciamento della Chie­sa che, in forza del suo sapienziale discer­nimento e con l'autorevolezza morale al­la quale da più parti si guarda con rinno­vata speranza, indica la via attualmente più concreta alla tutela del bene co­mune. Questa legge va fatta, e va fat­ta adesso".

Ska

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