Lunedì 14 Marzo 2011

Giustizia/ Bindi: Questa è solo una riforma della magistratura

Roma, 14 mar. (TMNews) - Ieri Silvio Berlusconi si è autodefinito "coraggioso, temerario, anche un po' eroico e forse un po' matto" a fare una riforma della Giustizia proprio mentre è attaccato da quello che definisce il complotto della magistratura, "sono sotto cinque processi, di cui uno civile terribile, perché mi si chiede una montagna di soldi". Oggi, intervistata da La Stampa, Rosy Bindi si chiede se "una riforma costituzionale la possa fare una maggioranza numerica e non politica, con un presidente del Consiglio imputato di prostituzione minorile, concussione, corruzione di testimoni, evasione fiscale". Così la presidente del Pd alla Stampa, chiudendo la porta a eventuali trattative sulla riforma proposta dal governo Berlusconi. E a Pierferdinando Casini che invita il Pd a non "salire sull'Aventino" risponde "noi non siamo sull'Aventino ma in Parlamento, dove sul tema della giustizia le nostre proposte sono depositate da inizio legislatura". Bindi sottolinea: "noto che il processo breve, così come la legge sulle intercettazioni, non sono state ritirate e che dunque il canale parallelo delle leggi ad personam non è interrotto". E al ministro della Giustizia Angelino Alfano, che ieri ha promesso di "proporre il ritiro della norma transitoria dal processo breve", replica "questa cosiddetta disponibilità del Guardasigilli assomiglia tanto a un prendere o lasciare". E Bindi rilancia: "Chiedo ad Alfano: è disposto lui a discutere le nostre proposte? La loro non è una riforma della giustizia, ma una riforma costituzionale sulla magistratura, che non porterà ai cittadini alcun vantaggio nel medio periodo: mancano interventi sull'organizzazione, sulle risorse, sulle procedure civili e penali". Comunque, in riferimento alle aperture di Casini e Gianfranco Fini verso la riforma, Bindi aggiunge "nel tempo che ci separa dalle elezioni dobbiamo preoccuparci di costruire il dopo-Berlusconi con un'alleanza di governo larga... E non sarà possibile ricostruire il paese senza un'alleanza fra progressisti e moderati".

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