Lunedì 14 Marzo 2011

Libia/ Truppe Gheddafi avanzano,Occidente resta a guardare

Roma, 14 mar. (TMNews) - Le forze leali a Muammar Gheddafi stanno intensificando gli attacchi su entrambi i fronti della battaglia in Libia, a ovest verso la Tunisia e soprattutto a est, marciando verso Bengasi, dove si deciderà la lotta contro i ribelli. Ribelli che hanno dichiarato di aver ripreso la città di Brega la scorsa notte - poche ore dopo averla lasciata - ma la notizia, non verificabile, appare più che altro un tentativo di mostrarsi ancora in grado di rispondere agli attacchi del regime. Perché le truppe di Gheddafi avanzano. E Bengasi, roccaforte dell'opposizione, non è più così lontana. Mentre la comunità internazionale parla, ma non agisce. Ad Ajdabiya, ultimo feudo dei ribelli prima di Bengasi, proseguono i bombardamenti. Quattro colpi di obice, secondo al-Jazeera, avrebbero raggiunto un ospedale militare alle porte della città, ma non avrebbero fatto feriti. Il comandante militare degli insorti, il generale Abdel Fattah Yunis, ha ribadito l'intenzione di difendere la città fino alla fine. Ajdabiya, ha detto, è una città "vitale, strategica". Ma le forze del regime stanno attaccando anche Zuara, vicino al confine con la Tunisia, dove una persona sarebbe morta e sette sarebbero rimaste ferite. Intanto, Gheddafi ha fatto sapere che i soldati libici che hanno disertato per unirsi agli insorti saranno "graziati" se deporranno le armi e si arrenderanno. Lo ha annunciato la televisione di stato libica. Diversi soldati - il numero preciso non è quantificabile - si sono uniti agli insorti anti-gheddafi dall'inizio della rivolta. Sul fronte diplomatico, la maggiore novità riguarda la decisione del presidente russo, Dmitry Medvedev, di firmare un decreto che proibisce l'ingresso e il transito sul territorio russo a Gheddafi e alla sua famiglia. Il capo del Cremlino ha firmato il decreto sull'attuazione della risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu numero 1970, datata 26 febbraio 2011. Il decreto proibisce anche qualsiasi operazione finanziaria in Russia da parte del rais e del suo entourage. Nella lista delle persone interdette all'ingresso e alle operazioni finanziarie, precisa l'agenzia Interfax, figurano anche la figlia Aisha e i figli Hannibal e Saif. Si continua intanto a discutere dell'imposizione di una 'no-fly zone'. I ribelli sembrano sicuri - stando ad al-Jazeera - che Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia sosterranno l'ipotesi di una zona d'interdizione al volo sulla Libia al Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite. Ma a Washington, al momento, non sembrano così convinti di farlo. Un portavoce del Pentagono, Geoff Morrell, ha dichiarato alla Msnbc che "si tratta di una decisione che non è stata ancora presa", anche se è un'opzione "tenuta in considerazione". Il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan, invece, ha ribadito il no della Turchia a un'azione militare Nato in Libia. La Turchia, unico Paese musulmano all'interno della Nato, nelle scorse settimane aveva preso posizione anche contro le sanzioni Onu ai danni della Libia, poi varate dal Consiglio di sicurezza.

Pca

© riproduzione riservata