Sabato 19 Marzo 2011

Libia/ Caccia francese apre il fuoco, presidiata casa Rais

Roma, 19 mar. (TMNews) - Col battesimo del fuoco di un attacco aereo di un caccia rafale francese si apre l'intervento militare alleato in Libia. Il ministero della difesa di Parigi ha conferato che un caccia francese ha aperto il fuoco contro un veicolo militare libico. E' la conferma sul campo di quanto detto alla fine del summit di Parigi dal presidente francese Sarkozy che aveva annunciato che gli aerei francesi stavano già impedendo gli attacchi aerei di Gheddafi contro Bengasi e aveva aggiunto che l'aviazione è pronta a colpire i carriarmati del rais che assediano la città. Un portavoce della difesa francese ha anche aggiunto che le operazioni militari per ora si concentreranno nella zona di Bengasi. A Tripoli invece il regime risponde schierando centinaia di civili (e vari giornalisti stranieri) presso il quartier generale di Gheddafi. Ma la strada dell'intervento militare non è ancora stata imboccata senza possibilità di ritorno. Il leader libico Muammar Gheddafi - ha detto ancora Sarkozy alla fine del summit - ha "ancora tempo di evitare il peggio", ovvero un'offensiva militare - se "rispetterà senza ritardo e senza riserve" la risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu". Sulla stessa linea la Clinton e Barack Obama che hanno invitato Gheddafi a fermare ogni violenza. Il summit di Parigi è stato preceduto in tarda mattinata da una riunione preliminare che vede impegnati il presidente francese Sarkozy, il ministro degli esteri francese Juppè, il segretario di Stato americano Clinton e il premier britannico Cameron. La comunità internazionale, come ha anche detto il premier belga a fine summit, potrebbe lanciare un attacco militare alla Libia "nelle ore" seguenti il summit di oggi. L'agenzia di stato libica Jana, in previsione di un simile evento, ha diffuso la notizie che i possibili obbiettivi di eventuali raid sono già da adesso presidiati dalla popolazione, che farebbe da 'scudo umano' in caso di bombardamenti. Il ministro degli esteri belga Leterme ha spiegato che le operazioni militari, almeno per quanto riguarda le operazioni di aviazione, saranno condotte sotto la leadership francese. Quanto alla partecipazione dell'Italia, il premier Berlusconi parlando da Parigi ha spiegato che al momento l'Italia mette a disposizione le sue basi ma resta disponibile per eventuali raid aerei. E sulla minaccia di possibili rappresaglie libiche Berlusconi ha spiegato che Gheddafi non ha armi in grado di colpire l'Italia Sul terreno, le truppe libiche hanno provato a forzare la situazione per tutta la mattinata. Le truppe di Gheddafi sono entrate oggi a Bengasi. Un giornalista della Bbc ha riferito di carri armati governativi entrati a Bengasi attorno alle 10.30 locali (9.30 italiane) e secondo al Jazeera le forze di Gheddafi avrebbero dato l'assalto alla città da sud e dalla costa. Nel frattempo si sono diffuse contrastanti notizie su l'ex ministro dell'Interno libico, il generale Abdel Fattah Yunis, che si era dimesso per assumere la guida delle rivolte a Bengasi. Yunis, secondo la televisione di stato, avrebbe ripreso le sue funzioni rientrando nei ranghi dei fedeli di Gheddafi (circostanza questa smentita dai ribelli). A Misurata sarebbero stati uccisi una trentina di ribelli.

vgp

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