Lunedì 21 Marzo 2011

Giappone/ Occhi puntati sullo yen alla riapertura di oggi

New York, 21 mar. (TMNews) - Dopo il successo dell'intervento coordinato di venerdì per frenare la corsa al rialzo dello yen, la comunità finanziaria internazionale ha tirato il fiato nel fine settimana ma tornerà a guardare verso Tokyo ed ai mercati asiatici. Oltre che sul Nikkei, che ha chiuso con un +2,7 per cento venerdì e ha così limitato il tonfo nella settimana dopo il terremoto al 12 per cento, gli occhi saranno puntati sul cambio yen/dollaro, dal quale dipende in gran parte l'economia di un paese fortemente esportatore come il Giappone. Le vendite massicce di yen venerdì da parte di tutte le banche centrali del G-7 e della Banca centrale europea hanno portato la valuta giapponese a 80,58 contro dollaro alla chiusura a New York, ben lontano dal record assoluto di 76,25 toccato venerdì. Un successo secondo gli economisti: "I rischi per l'economia giapponese sono stati ridotti significativamente", secondo Takuji Aida, senior economist alla sede di Tokyo della banca svizzera UBS. E se non dovesse essere bastato, potranno esserci nuovi interventi, come ha confermato il viceministro delle finanze giapponese Fumihiko Igarashi in un'intervista all'agenzia Bloomberg. Interventi che potrebbero prendere anche la forma di aiuti diretti alle aziende: il quotidiano giapponese Nikkei scrive che il governo del primo ministro Naoto Kan è pronto a erogare prestiti agevolati equivalenti a circa 125 miliardi di dollari. Rimane l'incognita della centrale nucleare di Fukushima Dai-ichi, dove continua la corsa contro il tempo per evitare una grave fuga radioattiva. Il problema non è solo il rischio di un incidente che provocherebbe l'evacuazione per un lungo periodo di un'importante zona industriale. Anche se si evitasse il peggio, la centrale è stata danneggiata dall'acqua di mare usata per tentare di raffreddare i reattori e il carburante esausto, e dovrà quindi essere chiusa e abbandonata, almeno parzialmente. Per le aziende giapponesi questo significa rischi di blackout e tagli alla produzione per un periodo indefinito. Secondo almeno due banche internazionali, tuttavia, il Giappone dovrebbe comunque vedere l'economia crescere quest'anno, nonostante il terremoto e la contrazione del pil nell'ultimo trimestre del 2010. Nelle previsioni di UBS e Nomura fatte dopo il terremoto, la terza economia mondiale crescerà di circa l'1 per cento nel 2011.

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