Lunedì 11 Aprile 2011

Libia/ Mediatori Ua a Bengasi, rinviata visita Jalil a Roma

Roma, 11 apr. (TMNews) - Dopo l'incontro di ieri a Tripoli con Muammar Gheddafi, i mediatori dell'Unione africana sono giunti questa mattina a Bengasi, roccaforte degli insorti libici per negoziare una via d'uscita pacifica al conflitto in Libia. Il colonnello avrebbe accettato la road map proposta dall'Ua, ma i combattenti dell'opposizione hanno già fatto sapere che nessun cessate il fuoco sarà negoziato senza il preventivo ritiro delle truppe di Muammar Gheddafi e il rispetto della libertà di espressione. Intanto, "per concomitanti impegni del presidente del Consiglio Nazionale di Transizione libico, Mustafa Abdul Jalil, la sua visita a Roma è rinviata di qualche giorno", ha fatto sapere in una nota la Farnesina, che "si riserva di comunicare la nuova data e le informazioni". Jalil era atteso a Roma nelle prossime ore, e domani avrebbe dovuto incontrare il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il premier Silvio Berlusconi e il ministro degli Esteri Franco Frattini. Ieri il colonnello ha ricevuto sotto la sua tenda di Bab al-Aziziya, la delegazione dell'Unione africana composta dai presidenti Jacob Zuma (Sudafrica), Amadu Tumani Turé (Mali), Mohamed Ould Abdel Aziz (Mauritania) e Denis Sassu Nguesso (Congo), assieme al ministro degli Esteri ugandese, Henry Oryem Okello. Il vertice è durato diverse ore: al termine il leader libico è andato via traversando una folla di sostenitori radunati non lontano dalla tenda. Il leader libico si sarebbe detto disponibile anche al dispiegamento di un meccanismo di monitoraggio effettivo e credibile. "Un appello sarà lanciato alla Nato per la fine dei suoi bombardamenti, in modo da dare una possibilità alla tregua", ha chiarito Zuma, sottolineando che "la delegazione del Fratello Leader (Gheddafi, ndr) ha accettato la road map che gli è stata presentata". Durante i colloqui tra la delegazione dell'Ue e il regime di Tripoli si è affrontato anche il tema dell'addio al potere del colonnello. "Ci sono state discussioni in proposito, ma non voglio riferire nulla. Questo deve rimanere confidenziale", ha confermato il Commissario Ua per la Pace e la Sicurezza, Ramtane Lamamra. Da parte sua, il ministro degli Esteri Franco Frattini è tornato a ribadire, in un'intervista alla radio francese Europe 1, che nel futuro politico della Libia non c'è posto per Gheddafi e i suoi familiari. "Credo che (il Colonnello, ndr) debba ritirarsi. E' una precondizione perché si possa ripartire con la riconciliazione nazionale libica" ha dichiarato il ministro. I ribelli di Bengasi sono sulla stessa posizione. E oggi hanno ribadito le loro convinzioni. "La gente deve essere autorizzata ad andare in strada per esprimere la propria opinione e i soldati devono tornare nelle loro caserme", ha dichiarato Chamseddine Abdelmaoula, portavoce del Consiglio nazionale di transizione (Cnt). Di certo c'è che non è possibile" dare l'impressione di volere o di permettere un consolidamento dello status quo sul terreno", ha sottolineato Frattini. "Ci sarà una riunione del Gruppo (di contatto, ndr) di alto livello (mercoledì) in Qatar per la soluzione politica e (una riunione) a Berlino per la Nato. Ma nel frattempo - ha aggiunto - sarà necessario moltiplicare gi sforzi per (ridurre) l'esercito di Gheddafi".

Coa-Spr

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