Mercoledì 13 Aprile 2011

Piano riforme/ Crescita debole, oggi governo vara pacchetto

Roma, 13 apr. (TMNews) - Non si attendono grandi novità sulla crescita dell'economia italiana per quest'anno che nelle nuove previsioni del governo dovrebbe attestarsi in linea con quanto stimato dai principali organismi internazionali. L'Ocse, il Fondo monetario e la commissione Ue prevedono per l'Italia un aumento del Pil dell'1,1%, un dato inferiore rispetto alle ultime previsioni del governo di settembre che vedeva una crescita dell'1,3%. L'esecutivo potrebbe rivedere al ribasso anche la crescita del 2012 che l'ultimo documento vedeva al 2%. Ma i numeri dell'Italia potrebbero anche essere più positivi mettendo in conto una ripresa della produzione industriale. Un trend del prodotto interno lordo che è comunque inferiore rispetto a quello degli altri grandi paesi europei. Proprio per rimettere in moto l'economia e correggere deficit e debito, il governo insieme alla Def, l'equivalente del vecchio Dpef, presenterà il Piano nazionale delle riforme (Pnr). I documenti saranno oggi sul tavolo di un consiglio dei ministri straordinario convocato alla Camera prima della partenza per Washington del ministro Tremonti. Il Pnr è imposto dal nuovo protocollo del semestre europeo a ciascuno Stato e che deve essere presentato entro il mese di aprile. Nelle ultime settimane i ministri economici si sono incontrati con cadenza settimanale al Tesoro con il ministro Giulio Tremonti per mettere a punto il programma di riforme ciascuno per la parte di propria competenza. I punti chiave del pacchetto dovrebbero riguardare il Sud (crediti d'imposta e fiscalità di vantaggio), il lavoro (misure per l'apprendistato), la spesa pubblica e il fisco. Sulla riforma fiscale sono in corso tavoli con le parti sociali per ridurre l'elevato numero di tributi esistenti. L'obiettivo, ribadito più volte, è quello di tassare di più le cose e meno le persone. Sul nucleare il governo potrebbe recepire la moratoria di un anno e modificare gli intendimenti rispetto all'ultima Dfp (Decisione di finanza pubblica) di settembre. Potrebbero, inoltre, ripresentarsi alcuni dei capisaldi della 'scossa' all'economia annunciata dal premier Silvio Berlusconi il 9 febbraio, ma mai attuata. Si tratta in parte di provvedimenti già annunciati e che dovranno essere rilanciati o modificati, come il Piano casa, la riforma degli incentivi, il piano per il Sud con l'avvio della Banca per il Mezzogiorno, le infrastrutture con lo sblocco delle grandi opere e il potenziamento della banda larga. E ancora le norme sulla libertà d'impresa con la modifica degli articoli 41 e 118 della Costituzione. Tuttavia, a quanto si apprende, i margini di movimento restano stretti e la strada su cui si muove il governo su indicazione del titolare dell'Economia è quella di non modificare i saldi adottando misure che non comportino costi. Il piano una volta approvato e presentato all'Europa dovrebbe poi essere illustrato alle parti sociali e in Parlamento e poi essere tradotto in un provvedimento legislativo.

Gab

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