Mercoledì 13 Aprile 2011

Cultura/ Galan: E' la benzina del Paese, serve un piano Roosvelt

Roma, 13 apr. (TMNews) - Giancarlo Galan questa mattina in Aula al Senato ha spiegato le linee guida del dicastero dei Beni Culturali, di cui ha assunto il vertice, e subito ha assicurato che "la cultura è la benzina del Paese. Bisogna investire, non servono più soldi ma capacità nello spendere. Quando si ha capacità - ha detto - i soldi si trovano, l'esempio è Pompei". Secondo il ministro, infatti, "ci sono per la cultura 31 miliardi di spesa da investire", anche se, ha dichiarato, "in Italia serve un Piano Roosvelt della cultura", perchè "ogni italiano torni a sentire la sua identità", fatta anche della "unicità del suo patrimonio". La missione "del mio ministero - ha quindi aggiunto Galan - è favorire un'offerta culturale adeguata per qualità e quantità". "Un governo - ha insistito - può essere o non essere apprezzato dalla comunità intellettuale", "ma non si va da nessuna parte se ci si fa la guerra". Gli "ostacoli tra politica e intellighenzia devono essere superati" e "la politica ha bisogno della cultura e la cultura ha bisogno della politica". Per questo Galan ha chiesto un "dibattito franco e aperto" con tutta la comunità italiana "per fare il punto su aspetti critici e priorità. Chiedo questo - ha aggiunto - perchè non basta dibattito interno ai partiti". Poi, le questioni più tecniche. "Arcus - ha detto Galan - dovrà fare affidamento sul 3 per cento degli investimenti per grandi opere". "Proporrò anche che tornino al ministero direttamente gli introiti dei musei e siti archeologici che oggi vanno al Tesoro". Inoltre, Galan ha annunciato anche a breve la riunione di un comitato di ministri per fare il punto sulle necessità della cultura". "Presenterò - ha annunciato il ministro - la richiesta al Cipe per le priorità da dare al palazzo del cinema di Venezia, agli auditorium di Firenze e di Reggio Calabria e in quella occasione chiederò anche risorse per Brera". Inoltre, ha concluso Galan, "punterò anche sul terzo settore no profit e le imprese per la cultura".

Gic

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