Sabato 16 Aprile 2011

Libia/ Allarme cluster bomb, raid Nato su Sirte e Aziziya

Roma, 16 apr. (TMNews) - E' allarme cluster bomb in Libia. Le forze fedeli a Muammar Gheddafi, che hanno circondato Misurata promettendo di smantellare la guerriglia che avversa il rais, ricorrono anche a questo devastante tipo di ordigni per prendere di mira i quartieri residenziali. Lo scrive il New York Times. Il segretario di stato americano, Hillary Rodham Clinton, ha detto parlando in conferenza stampa a Berlino di non essere a conoscenza dell'uso specifico di bombe a grappolo o armamenti pesanti a Misurata. Ma, ha aggiunto, "non mi sorprende nulla di quello che il colonnello Gheddafi e le sue forze fanno". La Nato ha a sua volta compiuto numerosi raid aerei su Sirte, la città natale di Gheddafi. Raid degli "aggressori colonialisti crociati" hanno colpito Sirte, ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale, e incursioni aeree della Nato sono avvenute anche su Aziziya, a sud della capitale Tripoli. Intanto, sull'intervento in Libia, la comunità internazionale continua a non parlare con un'unica voce. Il governo italiano ha fatto sapere di non voler modificare la propria linea di condotta in Libia e ha ribadito il no ai bombardamenti: la Libia è una nostra ex colonia, c'è un legame tra il Paese nordafricano e l'Italia, e dunque gli aerei italiani non possono partecipare attivamente ai raid della Nato. Con queste argomentazioni il premier Silvio Berlusconi ha sostenuto la linea del ministro della Difesa Ignazio La Russa, restio ad implementare l'apporto italiano alla missione internazionale. "L'intero Governo è stato concorde nel ritenere che l'attuale linea dell'Italia sia quella giusta. Non riteniamo di modificare il nostro apporto alle operazioni militari in Libia", ha spiegato a sua volta il titolare di Palazzo Baracchini, al termine del Consiglio dei ministri di oggi. Fco/Coa

MAZ

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