Venerdì 22 Aprile 2011

Governo/ Sul 'Giornale' ritratto di Tremonti: Ha superato Visco

Roma, 22 apr. (TMNews) - Giulio Tremonti, "ministro o amico del giaguaro?". E' quanto si chiede il Giornale in un 'ritratto' pubblicato in prima pagina, nel quale si avverte: "Ha alimentato la sfiducia nelle capacità ri­formatrici del centrode­stra. Ora, il tremontismo ri­schia di essere la tomba del berlusconismo". Il titolo riprende uno dei concetti espressi ieri nella contestata intervista di 'Governo liberale, ricetta socialista'. Tremonti ha la "testa dura", si legge nell'articolo firmato da Giancarlo Perna: "Tre­monti - ricorda - nuotava nel vivaio socialista di Gianni De Mi­chelis", poi "scom­parso il Psi con Tangento­poli, Giulio si candidò al­la Camera col Patto Segni nelle elezioni 1994 vinte da Berlusca. Messo piede a Montecitorio, fece il sal­to della quaglia dalla sini­stra al Cav. Un'ora dopo era ministro delle Finan­ze". Per il Giornale "cosa fosse invece Tre­monti, oltre che sociali­sta, non lo sapeva nessu­no". Poi, durante l'opposizione, "scrisse pure un libro in tono: Lo Sta­to criminogeno . Un manife­sto liberale". Tornato a Palazzo Chigi Berlusconi, il ministro dell'Economia "debuttò liberista", poi però "nei primi anni del 2000 che getta la maschera, di­chiarandosi 'colbertiano', cioè statalista col botto". "In questa legislatura, Tre­monti non ha fatto una sola cosa di sapore liberale, la­sciando totalmente irrealiz­zato il programma di gover­no, salvo l'abolizione del­l'Ici. Grazie al cattivo carat­tere ha tenuto a posto i con­ti dello Stato, chiudendo i cordoni della borsa ai mini­steri senza distinguere tra spese essenziali e rinviabi­li. Ha esasperato ministri e Berlusconi. Ha alimentato la sfiducia nelle capacità ri­formatrici del centrode­stra. Ora, il tremontismo ri­schia di essere la tomba del berlusconismo". "Quanto a fisco - è un altro degli appunti del ritratto del Giornale - ha superato Visco, l'ex sodale dei tempi di Reviglio. Ricor­date, l'estate scorsa, l'ar­rembaggio delle Fiamme gialle sullo yacht di Briato­re?". "Non contento, Giulietto e i suoi uffici hanno piazzato al confine svizzero teleca­mere per controllare i pas­saggi in ingresso e uscita, contro esportatori di valu­ta, spalloni e valicanti vari. Una pura, e inutile, intimi­dazione da Berlino sovieti­ca che per poco non finiva col ritiro dell'ambasciatore elvetico".

Tom

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