Sabato 07 Maggio 2011

Bin Laden/ Vivo, detenuto, in ghiaccio: impazzano le teorie

New York, 7 mag. (TMNews) - Non ci è voluto molto perché l'America reagisse a un evento storico con una delle più tipiche invenzioni d'oltreoceano, la teoria del complotto, in base alla quale le cose in realtà sono andate ben diversamente da come dice il governo. L'uccisione di Osama bin Laden non ha fatto eccezione e già ventiquattr'ore dopo il raid di Abbottabad il web, complice la mancanza di fotografie del cadavere, abbondava di "conspiracy theories". Accelerate da Twitter e Facebook, le teorie sono molte. Alcune provenienti dal Medio Oriente, dove da decenni la sfiducia nell'Occidente partorisce interpretazioni curiose: una iraniana, esposta dal deputato Javad Jahangirzadeh, secondo il quale bin Laden è stato ucciso perché non parlasse dei segreti della Cia di cui era depositario. O quella pachistana secondo la quale, ha detto una fonte ex militare a un giornale locale, scovare Osama in Pakistan e accusare il governo di complicità è un'ottima scusa per un'invasione americana dal vicino Afghanistan. Oppure quella per cui l'egiziano Ayman al-Zawahiri, numero due di di al Qaida, avrebbe venduto il leader agli americani per prendere il controllo del gruppo terrorista (teoria questa rilanciata dal giornale saudita al Watan). Ma gli americani non hanno bisogno di andare lontano per trovare storie simili. Le teorie che abbondano in patria però sono quasi tutte centrate sulle menzogne del governo e sulla volontà del presidente di garantirsi la rielezione l'anno prossimo con un colpo straordinario. O con la sua invenzione: "E' tutta una montatura per nascondere il fatto che il passato di Obama è soltanto una finzione", dice a TMNews Erin Monday, studentessa ventenne di Warren, nel Michigan. Teoria che voci vicine alla destra politica, come l'anchor Andrew Napolitano di Fox News, hanno rilanciato dagli schermi. E Glenn Beck, il tribuno da milioni di audience che ha lasciato da poco Fox ma compare ancora in radio e sul web, pensa che Osama sia vivo e detenuto in una cella supersegreta dove il governo cerca di farlo parlare per sapere dov'è nascosta la bomba atomica di al Qaida. Sono solo follie? "Si sbagliano, ma non sono matti", dice Robert Goldberg, professore di storia americana della University of Utah a Salt Lake City, considerato tra i massimi esperti di "conspiracy theories". Parlando a TMNews, Goldberg afferma che il proliferare delle teorie della cospirazione riflette un calo di fiducia nel governo. "Negli anni Cinquanta i sondaggi dicevano che il 75 per cento degli americani si fidava del governo federale. Poi c'è stato l'assassinio di Kennedy, il Vietnam, il Watergate, gli scandali Iran-contras, le disavventure di Clinton, tutte cose che hanno eroso gradualmente questa fiducia. E adesso quello stesso sondaggio dice l'esatto opposto: che a fidarsi del governo è solo il 25 per cento", è l'opinione di Goldberg. E che dire di teorie come quella proposta dal conduttore di talk show Alex Jones, secondo il quale bin Laden è sì morto, ma da vari anni, e che è stato "letteralmente surgelato" per essere tirato fuori come strumento di propaganda al momento giusto? Si diffondono grazie al web, secondo Goldberg, "dove si può entrare in un mondo senza contraddittorio, nel quale tutto quello che si crede viene rafforzato": e i tribuni che propagano queste teorie sui media sono "gente che ha un prodotto da vendere, ma che si finge dalla parte del popolo".

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