Martedì 10 Maggio 2011

Berlusconi contro toghe, Fini insorge: commissione? Impossibile

Roma, 10 mag. (TMNews) - Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, attacca i magistrati, mentre il presidente della Camera Gianfranco Fini, li difende e attacca a propria volta Berlusconi. Insomma, toghe e rapporto (tormentato) tra politica e giustizia sembrano essere il leitmotiv degli ultimi giorni di campagna elettorale, con il premier che non perde occasione per rimarcare le prese di posizione a lui ostili da parte di "certa magistratura" e con l'inquilino di Montecitorio che bolla come una "cosa mai vista" l'ipotesi di una commissione d'inchiesta parlamentare sul lavoro dei giudici. Occasione per l'ennesimo affondo del premier è stato il caso dell'ex ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, rimasto implicato nell'indagine sulla cosiddetta 'cricca' e uscitone con un non luogo a procedere. "Quello che è successo al mio amico Scajola, uscito totalmente estraneo da una vicenda che ha profondamente ferito lui e anche la sua famiglia - ha detto oggi Berlusconi - è una clamorosa dimostrazione della necessità di una riforma". "I processi sommari sulle pagine dei giornali, che usano fughe di notizie spesso pilotate dalle procure, sono un metodo indegno di un paese civile e di una democrazia liberale", ha aggiunto il premier mostrandosi solidale con uno degli esponenti del Pdl che più di altri ha mostrato negli ultimi giorni segni di insofferenza per le scelte politiche del presidente del Consiglio. Alle parole di Berlusconi ha quindi subito risposto a distanza il presidente della Camera Gianfranco Fini. Dopo le dure espressioni usate ieri, anche oggi Fini, riferendosi al premier, ha ribadito che "nessuno può pensare di non essere sottoposto ai limiti ed ai controlli previsti dalla legge". "In Italia - ha aggiunto il presidente della Camera - nessuna carica può fare tutto senza rispondere del proprio operato ad altri. E' il risultato dei 'pesi e contrappesi' previsti dalla Costituzione. Se una sola istituzione può fare tutto senza rispondere ad altri, sarebbe una situazione di squilibrio e non avremmo una rigida ripartizione dei poteri". In particolare, per il presidente della Camera "chiedere alla maggioranza che sostiene il governo di approvare una proposta di legge per una commissione parlamentare che debba indagare sui pm che stanno processando il presidente del Consiglio mi sembra che non accada in nessuna democrazia del mondo".

Gic

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