Giovedì 26 Maggio 2011

No al Nucleare in Svizzera: sono state le donne a deciderlo

Roma, 26 mag. (TMNews) - Ieri il governo svizzero ha deciso di uscire progressivamente dal nucleare. Una scelta coraggiosa sul futuro dell'approvvigionamento energetico che parte della stampa elvetica attribuisce alle donne del Consiglio Federale. Per il quotidiano Blick, il "parere" espresso ieri dall'esecutivo, che dovrà essere confermato dal Parlamento a metà giugno, "è anche una prova che le donne in Consiglio federale hanno a cuore l'interesse della Svizzera, senza farsi influenzare dalle potenti lobby del nucleare". Per il quotidiano svizzero tedesco, che cita fonti insider, sono state in effetti le quattro donne dell'esecutivo - Doris Leuthard, Simonetta Sommaruga, Micheline Calmy-Rey ed Eveline Widmer-Schlumpf - a schierarsi contro il nucleare. Le donne, si legge nell'editoriale, "hanno fatto un regalo alla Svizzera e alla prossima generazione», creando i presupposti per la creazione di nuovi impieghi nel mercato dell'efficienza energetica e delle energie rinnovabili. E molti sottolineano il cambio di rotta di Doris Leuthard, tanto da essere soprannominata "Atom-Doris", che col suo voto ha fatto pendere la bilancia sul fianco del nuke free. Membro a pieno titolo della lobby dell'atomo fino a poco tempo fa, la consigliera federale adesso guida la Svizzera nel nuovo futuro di energie alternative. Molto critica invece la Basler Zeitung - riassume Swissinfo - per la quale le quattro ministre hanno varato la politica energetica dei prossimi 50-80 anni "senza discutere con l'industria elettrica, senza considerare l'opinione del mondo economico e senza ascoltare gli esperti indipendenti". E aggiunge: "Un normale governo svizzero" - evidentemente non è normale quello composto da una maggioranza di donne, 4 su 7 membri del Consiglio - non avrebbe ceduto così in fretta alla pressione di un'opinione pubblica impaurita da Fukushima. Per la Basler Zeitung, l'abbandono dell'atomo, dettato dall'imminenza delle elezioni federali (ad ottobre), costerà caro ai contribuenti svizzeri. Il governo, scrive, non si preoccupa della sicurezza della popolazione, bensì ha paura degli elettori.

Fcs

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