Giovedì 26 Maggio 2011

Nello Yemen esplosioni e scontri: oltre 50 morti, Saleh non cede

Roma, 26 mag. (TMNews) - Lo Yemen è ormai sull'orlo della guerra civile, con gli scontri tra gli uomini del regime e le tribù locali che sono sempre più diffusi e violenti dopo che il capo dello Stato Ali Abdullah Saleh si è rifiutato di firmare l'accordo per la transizione dei poteri proposto dalle monarchie del Golfo e suggerito anche dagli Usa. Almeno 28 persone sono state uccise oggi a San'a nell'esplosione di un deposito di munizioni appartenente alla tribù Hachad, in lotta contro il regime di Ali Abdullah Saleh, mentre altre 24 persone sono state uccise nella notte a San'a in violenti scontri a fuoco tra militari fedeli al presidente e membri di una potente tribù locale in lotta contro il regime. Secondo l'ultimo bilancio, sarebbero in tutto almeno 68 le vittime dei combattimenti da lunedì scorso. Secondo quanto comunicato dal ministero della Difesa con un sms, il deposito di munizioni esploso oggi appartiene ad Hamid al Ahmar, fratello del capo della tribù Hachad. Ma al momento non è possibile confermare questa informazione in maniera indipendente. Il presidente Saleh, al potere da 32 anni e che concentra su di sé tutta l'ira degli oppositori, ha ordinato oggi l'arresto dello sceicco Sadek al Ahmar, leader indiscusso della tribù Hachad. "Il presidente ha ordinato l'arresto dei figli di al Ahmar con l'obiettivo di processarli per ribellione armata", ha annunciato il ministero della Difesa. Da ieri, in particolare, la situazione è diventata critica nella regione di Arhab, a nord dell'aeroporto della capitale yemenita. Lo scalo è stato chiuso al traffico e tutti i voli sono stati deviati su Aden, principale città del sud del paese. A confrontarsi sono gli uomini di Saleh e i seguaci del potente capo tribù degli Hachad, sceicco Sadek al Ahmar. Secondo un comunicato del ministero dell'Interno citato dall'agenzia Sheba, "i figli di Al Ahmar e la loro banda hanno lanciato granate su molti abitanti nella zona di Al Hasaba". Una di queste ha centrato una casa, uccidendo quattro civili, tra cui una donna, ha fatto sapere il ministero. Le autorità di San'a hanno fatto sapere che gli elementi tribali "non hanno ancora risposto all'appello del presidente a cessare i loro attacchi contro i membri delle forze di sicurezza e gli edifici pubblici", addossando a loro "l'intera responsabilità delle conseguenze delle loro aggressioni". Intanto, con una decisione che rispecchia la crescita della tensione nello Yemen, gli Stati Uniti hanno deciso di evacuare le famiglie del personale diplomatico Usa e tutto gli impiegati non indispensabili della sede diplomatica. Il Dipartimento di stato ha messo in guardia tutti i cittadini americani presenti nel paese dell'alto livello di insicurezza a causa delle attività terroristiche e dei disordini civili. Ieri il presidente americano Barack Obama aveva chiesto da Londra al presidente yemenita, Ali Abdallah Saleh, di lasciare il potere.

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