Giovedì 26 Maggio 2011

Yemen/ Oltre 50 morti a San'a, Clinton: Saleh lasci potere

Roma, 26 mag. (TMNews) - Con oltre 50 morti in poco meno di 24 ore, lo Yemen è sull'orlo della guerra civile. Violenti combattimenti sono in corso a San'a tra i militari fedeli al presidente Ali Abdullah Saleh e gli uomini della tribù Hachad che fa capo allo sceicco Sadek al Ahmar. Un'escalation che preoccupa gli Stati Uniti: il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, ha chiesto a "tutte le parti" in guerra di cessare "immediatamente" ogni forma di violenza. Il capo della diplomazia di Washington ha ribadito l'appello al presidente yemenita affinché lasci il potere. Almeno 28 persone sono state uccise nella capitale nell'esplosione di un deposito di munizioni appartenente alla tribù Hachad, mentre altre 24 persone sono state uccise nella notte a San'a in violenti scontri a fuoco tra i militari e gli uomini di al Ahmar. Secondo l'ultimo bilancio, sarebbero in tutto almeno 68 le vittime dei combattimenti da lunedì scorso. Da ieri, in particolare, la situazione è diventata critica nella regione di Arhab, a nord dell'aeroporto della capitale yemenita. Lo scalo è stato chiuso al traffico e tutti i voli sono stati deviati su Aden, principale città del sud del paese. Le autorità di San'a hanno fatto sapere che gli elementi tribali "non hanno ancora risposto all'appello del presidente a cessare i loro attacchi contro i membri delle forze di sicurezza e gli edifici pubblici", addossando a loro "l'intera responsabilità delle conseguenze delle loro aggressioni". Saleh, ha ordinato oggi l'arresto dello sceicco Sadek al Ahmar che, a sua volta, ha accusato il capo dello Stato di volere "trascinare il paese nella guerra civile". Lo sceicco si è detto pronto "a fermare immediatamente i combattimenti se Saleh farà lo stesso". Il leader tribale ha lanciato un appello "ai fratelli arabi, in particolare quelli del Golfo, e agli Stati uniti, la Gran Bretagna e l'Unione europea affinché facciano pressioni su Saleh per fermare la sua guerra". Una risposta indiretta ma immediata è arrivata dal segretario di stato Usa, Clinton. "Siamo molto preoccupati dagli scontri in corso. Invitiamo tutte le parti a cessare le violenze", ha detto il capo della diplomazia Usa a Parigi, dove partecipa a una riunione ministeriale dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse). Definendo la situazione "volatile", il segretario di Stato Usa ha sottolineato che gli Stati Uniti "continuano a sostenere uno Yemen stabile e unito, e anche la partenza del presidente Saleh". Clinton ha accusato il capo di Stato yemenita di "avere voltato le spalle agli impegni presi" ed ha lanciato "un nuovo appello affinché li rispetti". Intanto, con una decisione che rispecchia la crescita della tensione nello Yemen, gli Stati Uniti hanno deciso di evacuare le famiglie del personale diplomatico Usa e tutto gli impiegati non indispensabili della sede diplomatica. Il Dipartimento di stato ha messo in guardia tutti i cittadini americani presenti nel paese dell'alto livello di insicurezza a causa delle attività terroristiche e dei disordini civili. Ieri anche il presidente americano Barack Obama aveva chiesto da Londra al presidente yemenita, Ali Abdallah Saleh, di lasciare il potere.

Coa

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